
Stefania Caparrini, de Le Antiche Mura, riceve il premio dalla principessa Anna
Empoli, 2 aprile 2025 – Due donne che si incontrano attraversando a grandi passi mondi lontanissimi, una dama reale che le premia per il loro coraggio. È il lieto fine di una favola nela quale un "cuore spezzato" ha ripreso a battere riscoprendo l’amore per la vita dopo aver rischiato di naufragare in un mare di dolore. Nel momento esatto in cui la principessa Anna ha consegnato nelle mani dell’imprenditrice Stefania Caparrini – fondatrice de Le Antiche Mura – il premio speciale “British quality fondation Uk - Exceptional Excellence Awards“ al Wembley stadium di Londra, il mondo è sembrato diventare un posto migliore. Il motivo è tutto racchiuso nella dedica che ha accompagnato il prezioso riconoscimento all’azienda empolese, specializzata nella produzione di cosmetici per conto terzi, che “ha portato la cura dei dipendenti a un livello completamente nuovo rappresentando un fulgido esempio di leadership autentica e compassionevole“.
Giù applausi. E giù lacrime, stavolta di gioia, soprattutto sul volto di una lavoratrice che da tutto quel bene è stata letteralmente travolta. "Stefania Caparrini, la nostra direttrice, la mia direttrice non è soltanto un’imprenditrice. È una salvatrice di anime, un esempio, una fonte d’ispirazione", sussurra commossa Bijoux. Nomen omen: 39enne originaria del Congo, da 15 anni in Italia dove si è trasferita "per amore" e da quasi sei impiegata nell’impresa di San Giusto. Mamma meravigliosa di tre bambini; un passato da raccontare, prezioso come il suo nome per il messaggio di speranza che infonde a tutte le vittime di violenza.
"Ho lasciato il mio Paese dove avevo un bel lavoro in banca, ho lasciato la mia famiglia per costruirne una mia qui – racconta Bijoux –, ma il sogno si è infranto, anzi è diventato un incubo. È servito del tempo per accettare la delusione. Quando, dopo l’attivazione del Codice rosso, mi sono ritrovata al Centro antiviolenza Lilith però ho capito che avrei dovuto reagire e andare avanti proprio per proteggere i miei figli. Ma non ero più la ragazza forte, sicura di sé arrivata dal Congo... Mi sentivo fragile, sola, senza avvenire. Così come capita a tante donne".
Poi la svolta grazie al colloquio al Centro per l’impiego, con Claudia Innocenti. Quindi il primo tirocinio, poi nel 2019 il secondo a Le Antiche Mura che si trasforma in un contratto di lavoro. E non solo. Con l’indipendenza economica inizia un futuro di riscatto. "La direttrice Caparrini mi ha preso per mano, accettandomi così com’ero con tutto il peso della mia storia senza giudicarmi – racconta la 39enne –. I colleghi sono diventati poco a poco una famiglia per me, oltre a un nuovo mestiere mi hanno insegnato anche ad andare in bicicletta: può sembrare buffo lo so, ma con quel primo mezzo di trasporto ho iniziato a sentirmi libera, autonoma. Dalla bici sono arrivata all’auto e poi a una casa per me e i miei piccoli. Non finirò mai di ringraziare colleghi e azienda per questa mia seconda vita: vi voglio bene, siete stati doni dal Cielo".
Ed è qui che quel premio londinese racconta un’altra realtà. "Per me è il frutto della strada percorsa insieme, una lezione esistenziale perché mi ha insegnato quanto sia importante credere in noi stesse – continua Bijoux –. Cosa voglio dire alle donne vittime di violenza? Che non bisogna mai arrendersi, farsi sopraffare dalla paura ché la speranza è l’ultima a morire, però è necessario cercare e saper cogliere le opportunità giuste per uscire da una situazione difficile. Io amo l’Italia, amo Empoli che mi ha dato più di qualsiasi altra città e amo la vita. Amo la vita, sì. Anche e soprattutto per tutte quelle donne che purtroppo non hanno avuto una seconda possibilità".
"Questo premio ci permette di dare voce a una cultura aziendale che vive all’interno de Le Antiche Mura e che si nutre di comprensione e sostegno – conclude Stefania Caparrini –. Una storia fatta da persone che, come tessere di un mosaico, si incastrano per formare un disegno comune che parla di ascolto e di aiuto. Una storia che si nutre di un’umanità contagiosa, quella che si respira fra i ragazzi e le ragazze della nostra azienda, che ringrazio con tutto il cuore. E la storia di Bijoux mi emoziona ogni volta perché, nella fragilità del dolore e della difficoltà, ha trovato il coraggio e la forza di affrontare il quotidiano. Questo riconoscimento ci permette di sensibilizzare tutte quelle donne che subiscono violenza, ci permette di dire loro che se ne può uscire. Un pensiero di stima e un grazie al nostro mentore Lean, Andrea Greco, che ha colto nella nostra realtà un seme che poteva germogliare".