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La festa degli azzurri (Foto Ansa)
Empoli (Firenze), 27 febbraio 2025 – Il più onesto – e simpatico – è stato il social media manager dell’Empoli, che al rigore decisivo di Marianucci ha postato la foto di un prato e una scritta fatta a mano col telefono: “Vinto 3-5”. Nella caption, l’ammissione: “Il grafico non sappiamo dove è, admin neppure”. Questo per dare la misura di cosa si sia scatenato in casa azzurra dopo la vittoria ai rigori nei quarti di finale di Coppa Italia contro la Juventus. Un’impresa d’altri tempi che spedisce l’Empoli in semifinale di Coppa Italia, impresa mai raggiunta negli oltre 100 anni di storia azzurra.
Vittoria ai rigori, che impresa
La partita contro la Juventus è stata una vera e propria girandola di emozioni. L’Empoli, giusto qualche settimana fa, contro i bianconeri allo Stadium aveva incassato una sonora sconfitta. Tutti, a cominciare dai tifosi di casa, davano abbastanza per scontato che la formazione di Motta avrebbe fatto un sol boccone degli azzurri, che peraltro si presentavano all’appuntamento di Coppa con una formazione ampiamente rimaneggiata e piena zeppa di giovani.
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Nei 90 minuti, la squadra di D’Aversa ha giocato meglio e creato di più, specialmente nel primo tempo. La Juve ha pareggiato con un gran gol di Thuram, ma si è dimostrata molto più imprecisa sia in campo che dal dischetto. L’Empoli, insomma, non ha rubato niente.
Da Bacci a Marianucci, quanti giovani da scoprire
Ancora una volta in copertina ci sono loro, i giovani. Giusto pochi giorni fa D’Aversa aveva fatto esordire in Serie A il sedicenne Campaniello, mentre ieri si è presentato con due 2006, un 2005 e un 2004: età media dell’undici titolare, poco più di 23 anni. I nomi sono quelli di Luca Marianucci, praticamente un titolare anche in campionato, e Jacopo Bacci, ma anche quelli di Lorenzo Tosto (figlio di Vittorio, ex bandiera di Empoli e Salernitana) e Ismael Konate. Qualcuno è cresciuto nel vivaio, altri arrivano dalla Primavera, tutti si stanno affacciando ad una prima squadra che da sempre ha costruito così le sue fortune.
Piazza in delirio e sogno finale
L’Empoli in campionato non sta andando bene. Complici gli infortuni ed un mercato di gennaio carente di innesti, la squadra di D’Aversa è precipitata nei bassifondi ed ha conquistato appena 2 punti nelle ultime 11 giornate. Eppure, dopo le 5 scoppole rimediate dall’Atalanta domenica scorsa, il pubblico della Maratona ha applaudito a lungo i giocatori, un po’ come se capisse il momento e comprendesse le difficoltà. La Coppa Italia, da queste parti, non è mai stata un obiettivo, anche perché la squadra, da questa competizione, è sempre uscita abbastanza in fretta.
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Ora il sogno è conquistare la finale, che tra l’altro garantirebbe agli azzurri il pass per la Supercoppa di Doha. Un sogno. Prima però c’è da superare l’ostacolo Bologna, che forse si sarà sfregato le mani nel vedere che il suo avversario sarà l’Empoli. O forse no. Gli azzurri, dopo aver superato Fiorentina e Juventus, non temono più nulla. La gara di andata si giocherà il 1 aprile alle 21 al Castellani, il ritorno il 22 o il 23 aprile al Dall’Ara.
Il precedente
Forse non tutti sanno che l’Empoli una Coppa Italia l’ha già vinta. Era la stagione 1995/96 ed in panchina c’era un certo Luciano Spalletti, che in quella stessa stagione conquistò anche la promozione in Serie B (preludio alla scalata che portò i suoi azzurri in Serie A l’anno successivo). La Coppa Italia in questione era quella di Serie C (allora non esisteva ancora la Lega Pro) e si giocava con la formula dell’andata e del ritorno fino alla finalissima compresa. L’Empoli superò il Monza con una doppia vittoria (1-0 sia all’andata che al ritorno), regalando ad un allora giovanissimo presidente Fabrizio Corsi il primo trofeo della sua gestione.