
Martedì arriva il Bologna al Castellani: un’atmosfera da grandi occasioni. Un altro ’Davide contro Golia’, dopo l’impresa dei quarti contro la Juventus. "Evento epocale, quando mai ricapiterà a una piccola realtà come la nostra?".
di Damiano Nifosì
EMPOLI
Martedì 1 aprile la città di Empoli avrà un appuntamento con la storia: nei suoi 105 anni di operato, infatti, l’Empoli Calcio non ha mai raggiunto una semifinale di Coppa Italia, prima dell’impresa compiuta quest’anno dal mister Roberto D’Aversa e i suoi ragazzi. Si delinea un evento storico per il territorio, con i tifosi già in fibrillazione in attesa della partita di martedì, per la quale i biglietti stanno andando a ruba, per quella che, in realtà, sembra una partita dal risultato scontato: tuttavia, anche la trasferta dello Juventus Stadium, il 26 febbraio scorso, doveva essere solo una formalità, quando invece gli azzurri hanno regalato ai propri tifosi una delle più grandi gioie della storia calcistica della squadra, vincendo ai rigori e ribaltando il pronostico, in quella che sembra una trama da favola. Adesso, il primo aprile, il prossimo passo di una cavalcata già gloriosa: l’Empoli, che non ha certo la fama di essere la ’prima della classe’, dovrà cimentarsi in un’altra impresa da Davide contro Golia.
Già da martedì scorso, agli allenamenti a porte aperte al Sussidiario del Castellani, si respira un’aria elettrizzata: "Per una cittadina come la nostra, questo è un evento irripetibile, sarà fondamentale che i ragazzi diano tutto, è obbligatorio provarci. Sarebbe un miracolo sportivo vincere la Coppa, ma la società sta operando bene da anni, c’è solo da fare i complimenti" commenta Mauro Mori, tifoso da sempre mentre osserva gli allenamenti. Un amore, quello per l’Empoli, che attraversa tutte le generazioni, come attestato da Roberto Cinelli: "Sono tifoso da quando ero bambino, vengo allo stadio dal 1949, mi portava mio babbo in bicicletta. Ho visto tantissimi giocatori e altrettante partite, ma mai avrei pensato di vedere un incontro così importante". È dello stesso avviso Ennio Lombardi: "Sono abbonato all’Empoli, sarò presente sia martedì sia al ritorno, a Bologna: quando mai ricapiterà un’occasione del genere? Non vorrei però che questi impegni togliessero energie al campionato: spero che D’Aversa punti ancora sui giovani, se lo meritano".
Un’euforia collettiva per una tappa della storia dell’Empoli, di cui si fa fatica a quantificare l’importanza e il prestigio. Nelle parole di Elena Andreini: "La città trepida in attesa della partita, c’è grande fermento tra noi empolesi, per una piccola realtà come la nostra questo è un traguardo enorme. Sappiamo tutti che il Bologna parte avvantaggiato, il divario tecnico è evidente, ma io dico: giochiamocela a viso aperto, e non sottovalutiamo l’occasione che abbiamo tra le mani. Spero, inoltre, che il mister faccia giocare i giovani: è anche merito loro se siamo arrivati fin qua".
Anche José Ringressi condivide quest’ultima osservazione: "C’è molto più entusiasmo per martedì rispetto a quando andammo in Coppa Uefa: peraltro, quell’anno, a fine stagione retrocedemmo. Speriamo che l’epilogo sia diverso. Sì, riconfermerei chi ci ha portato fino alla semifinale, uno su tutti Marianucci: a settembre era un perfetto sconosciuto, e invece ora è cresciuto tantissimo in così poco tempo. Non diamo nulla per scontato: fra andata e ritorno, con un po’ di fortuna, l’Empoli può giocarsi le sue chance". Gli fa eco l’amico Marco Mazzei, col quale non si perde una partita, che sia al Castellani o in trasferta: "È una partita storica per chi tifa Empoli, per chi l’ha visto quando era in Serie C e mai si sarebbe immaginato di trovarsi su questi palcoscenici. Non ricordo un evento di tale portata nella nostra storia: anche mia mamma, che non è così interessata al calcio, ha esultato a squarciagola quando abbiamo passato il turno contro la Juventus, esultando insieme a me e a mio babbo. Comunque, fiducia ai giovani, che hanno dimostrato di avere carattere da vendere e si meritano assolutamente questa chance".