BRUNO BERTI
Cronaca

Gli occhi del Giappone Toppan entra in Irplast: "Investimento prezioso per crescere ancora"

Il fondo Cheyne Strategic Value Credit ha ceduto l’80% delle quote. L’ad Cosi: "Soddisfatti per l’operazione, ad Atessa una nuova linea".

Il fondo Cheyne Strategic Value Credit ha ceduto l’80% delle quote. L’ad Cosi: "Soddisfatti per l’operazione, ad Atessa una nuova linea".

Il fondo Cheyne Strategic Value Credit ha ceduto l’80% delle quote. L’ad Cosi: "Soddisfatti per l’operazione, ad Atessa una nuova linea".

di Bruno Berti

Una delle imprese più importanti della nostra zona, che contribuisce a sostanziare il distretto della plastica dell’area, l’Irplast, è stata acquistata dal gruppo giapponese Toppan, che ha operato attraverso la sua controllata indiana Toppan Speciality Films. L’azienda, una multinazionale con sede a Tokyo nata nel lontano 1900, opera in vari settori ad alto tasso di tecnologia con oltre 50mila dipendenti, e ha un’attenzione anche per il comparto delle materie plastiche, in cui Irplast gioca un ruolo molto importante. Irplast, che ha sede a Empoli,ha 220 addetti, a cui si aggiungono i 160 che operano nella sede di Atessa, in Abruzzo. Ed è proprio un prodotto ‘sfornato’ dall’impresa abruzzese, sotto la direzione della sede empolese, ad aver attirato l’attenzione dei dirigenti della multinazionale giapponese. Si tratta di un materiale innovativo nel comparto della produzione di film per la produzione e stampa di nastri adesivi e soluzioni multipack, ad esempio per i prodotti dei settori dell’alimentazione e delle bevande.

Questa particolarità innovativa, visto che il materiale è riciclabile, in quanto formato , da un solo tipo di materiale plastico, è quindi particolarmente appetibile. Questa scelta della Toppan rende più comprensibili,e soprattutto veritiere, le convinzioni di molti docenti universitari di economia che sostengono l’effetto negativo di quando si disinveste sulle produzioni ad alto valore aggiunto e non si fa ricerca e sviluppo, finendo per competere solo sul costo del lavoro. In pratica, una strategia di retroguardia, quando la competizione si colloca a un livello internazionale, certo tra quelli più appetibili in termini di soddisfazioni sul fronte dei ricavi, un elemento tra i più significativi per l’andamento delle imprese, soprattutto quelle di maggiori dimensioni.

A cedere l’80% delle quote è stato il fondo Cheyne Strategic Value Credit (che aveva acquisito la maggioranza della società empolese quattro anni fa per poi cederla dopo qualche tempo, come fanno i fondi di investimento, realizzando sostanziosi profitti) mentre i manager di Irplast manterranno il residuo 20%, restando alla guida dell’azienda. Quindi l’amministratore delegato Fausto Cosi e il direttore operativo Luca de Bartolo, lavoreranno in coordinamento con i manager del colosso giapponese.

La definizione dell’operazione è prevista entro aprile. "Siamo molto soddisfatti per l’operazione e orgogliosi per l’interesse mostrato dal gruppo industriale giapponese – dice l’ad Fausto Cosi (nella foto a sinistra) –. La nuova linea di produzione ad Atessa è strategica, poiché permette di realizzare un prodotto innovativo in tempi minori e con la caratteristica di un facile riciclo sfruttando le caratteristiche del monomateriale plastico. E tutto questo conservando le specificità interessanti del plurimateriale. Si può quindi parlare di una scelta ecologica che si colloca anche nel solco della sostenibilità, su cui noi siamo impegnati. Per l’azienda si tratta di un investimento determinante che apre anche prospettive di sviluppo". L’ad sottolinea che il nuovo materiale è unico al mondo. "Certo, serve per prodotti speciali, poiché ha costi elevati e comunque anche un alto valore aggiunto. Questo ci fa pensare di essere in presenza di prospettive di sviluppo solide".