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La birra a chilometro zero: "Il segreto? La passione"

Filippo Mancini e Alice Berti gestiscono l’unico birrificio artigianale della zona "Siamo grati per il taglio all’accisa, ma le vere spese sono quelle delle utenze".

Alice Berti e Filippo Mancini, fondatori del birrificio artigianale Baus Beer nel 2017

Alice Berti e Filippo Mancini, fondatori del birrificio artigianale Baus Beer nel 2017

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Il mondo della birra artigianale vive alla costante ricerca della sintesi tra innovazione e tradizione, con un occhio di riguado sempre volto alle materie prime locali, che valorizzino il territorio. A tal proposito, ad inizio 2025 è stato confermato il taglio dell’accisa per i piccoli birrifici artigianali, già presente nel 2022 e 2023, ma prorogato anche per quest’anno, e soprattutto a tempo indeterminato, diventando quindi una misura strutturale a tutti gli effetti. Questo è un importante aiuto alla filiera della birra Made in Italy che va a dare una mano direttamente alle tante, piccole imprese del settore, che provano a garantire un prodotto di qualità legato al territorio di provenienza: l’obiettivo è quello di incentivare queste produzioni artigianali locali.

Nell’Empolese Valdelsa si conta un solo birrificio che produce la propria birra: è il birrificio Baus Beer, che ha il proprio stabilimento in via Limitese, tra Limite sull’Arno e Spicchio. Il titolare è Filippo Mancini, che insieme alla moglie Alice Berti, nel 2017, ha deciso di fare all-in sulla loro passione e gettarsi in questa nuova avventura. "Baus Beer nasce come azienda familiare, gestita solo da me e mia moglie, senza dipendenti. In questi anni siamo cresciuti sia in termini di produzione, sia in termini di macchinari, ma il nostro focus principale è sempre quello di mantenere saldo il legame col territorio, a partire dalla scelta delle materie prime: delle undici birre che produciamo, ne abbiamo una per la quale utilizziamo un grano prodotto ad Empoli, una che contiene il mosto di Montespertoli, un’altra invece dove usiamo il miele di Vinci. Così cerchiamo di valorizzare il nostro territorio". Nello specifico, i piccoli birrifici artigianali con una produzione fino a 10.000 ettolitri beneficeranno di uno sconto sulle accise pari al 50%: misura gradita dai produttori, che però potrebbe non bastare. "Per fare questo mestiere ci vuole passione: il nostro, come detto, è un birrificio molto piccolo, e produciamo solo 500 ettolitri l’anno, ma per fare ciò ci vuole molto più lavoro di quanto si creda. Una mia giornata lavorativa non dura meno di 10, 12 ore giornaliere: è capitato di toccare anche le 18 ore giornaliere. In questo senso, il taglio alle accise fa sicuramente piacere, perché ci toglie un po’ di costi e questo è sempre un bene, anche perché sono veramente l’unica agevolazione che abbiamo".

"Tuttavia – spiega Mancini -, va detto che la voce delle imposte di produzione è quella meno impattante nel costo generale. Ad esempio, sulle nostre birre più vendute, il costo/litro imputabile all’accisa è di circa 18 centesimi. Ciò che veramente impatta sulle spese sono le utenze, che sono in continua ascesa: noi, dal 2017, non abbiamo mai aumentato i prezzi riuscendo invece ad aumentare la produzione, ma si dovrebbe fare qualcosa anche per i costi di luce e gas".

Damiano Nifosì