GIOVANNI FIORENTINO
Cronaca

La vertenza Navico. E’ stato firmato l’accordo: "Nessuno rimarrà indietro"

Il piano per la ricollocazione dei lavoratori prevede che tutte le misure e le risorse siano a beneficio anche dei dipendenti con contratto a tempo determinato. Una parte andrà in aziende del Gruppo, un’altra parte in aziende esterne.

I lavoratori della Navico davanti alla sede dell’azienda a Montagnana

I lavoratori della Navico davanti alla sede dell’azienda a Montagnana

di Giovanni FiorentinoMONTESPERTOLIPer i 27 lavoratori della Navico scatterà la cassa integrazione, a partire dal prossimo 1 maggio. E saranno previsti incentivi (da finanziare con risorse provenienti sia dalla Regione che dall’azienda) per la ricollocazione degli stessi in altre imprese. Questo è quanto emerso dall’incontro di ieri convocato da Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali del presidente della Regione Eugenio Giani, che metteva di fronte i rappresentanti della multinazionale scandinava, i sindacati, la Regione e l’amministrazione comunale di Montespertoli.

Un confronto durato circa un paio d’ore, nel corso del quale l’impresa è rimasta irremovibile sulla decisione di chiudere lo stabilimento montespertolese per delocalizzare la produzione in Messico. Occorreva, però, il via libera all’attivazione degli ammortizzatori sociali entro il 9, onde evitare la Naspi. E così è stato: su questo fronte, la dirigenza della Navico ha ammorbidito i toni rispetto ai primi confronti. L’accordo trovato in Regione conferma lo stop ai licenziamenti forzosi utilizzando l’ammortizzatore sociale in alternativa ai licenziamenti: solo uscite volontarie e incentivate, anche con sostegni economici finalizzati ad accompagnare alla pensione coloro che sono già vicini ad avere i requisiti pensionistici (circa una mezza dozzina). Previsto anche un servizio di ricollocamento esterno con una società specializzata incaricata da Navico per i lavoratori che se ne vorranno avvalere. Circa una decina di loro saranno ricollocati in altre aziende del gruppo, restando sostanzialmente sul territorio metropolitano. Altri dovranno cercare occupazione in aziende esterne ed in quest’ultimo caso la ricollocazione sarà sostenuta sia con una dote della Regione (incentivi per la riassunzione di personale proveniente da crisi aziendale) sia con una dote da parte di Navico: al nuovo datore di lavoro, cioè all’impresa che deciderà di riassumere il personale ex-Navico, saranno riconosciuti 16mila euro per ogni lavoratore assunto da parte della multinazionale che si sommeranno alla dote regionale (aumentata fino a 11mila euro) e al 20%della Naspi non riscossa.

"Siamo arrivati ad un accordo, ma stiamo parlando della chiusura di un’azienda e di lavoro che viene portato via – ha commentato Stefano Angelini, segretario Fiom Cgil – la novità importante è se non altro rappresentata dall’incentivo che dà a tutti i lavoratori le medesime tutele". La cassa integrazione durerà dodici mesi ed almeno per i prossimi cinque mesi, stando a quanto trapela, ci sarà la possibilità di lavorare alla Navico. "Adesso che è scongiurato il licenziamento forzoso, sarà comunque cura della Regione e del Comune impegnarsi per la reindustrializzazione del sito – ha concluso Fabiani – questa è una delocalizzazione vera e propria, con la multinazionale che chiude l’attività e la sposta in Messico ma che non incappa nel cosiddetto decreto antidelocalizzazioni solo perché non ne ha i requisiti numerici. Per questo l’accordo è importante: ci siamo ispirati agli stessi principi di una norma alla quale tecnicamente non potevamo appellarci".