
I 27 dipendenti della Navico Srl di Montagnana sono stati licenziati dall’azienda che ha deciso di ricollocare l’attività di produzione di radar in Messico, mandando a casa tutti i lavoratori della sede italiana
Un dietro-front da parte dell’azienda è da escludere: la dirigenza della Navico ha confermato di voler chiudere lo stabilimento di Montespertoli, delocalizzando in Messico. Ma a seguito degli ultimi confronti, l’impresa non ha chiuso la porta alla prospettiva dell’attivazione della cassa integrazione per cessazione dei ventisette dipendenti dello stabilimento di Montagnana: l’accordo dovrà essere messo nero su bianco entro il 9 aprile prossimo, ma trapela fiducia. Questo è quanto emerso dal Tavolo di crisi convocato dalla Regione Toscana in merito alla Navico Rbu Italia Srl. "L’azienda ha per la prima volta aperto a una pre-intesa per scongiurare i licenziamenti forzosi e consentire il ricorso a un ammortizzare sociale – ha confermato il sindaco Alessio Mugnaini - con le eventuali uscite che saranno solo a titolo volontario e sulla base di un incentivo economico. La partita ancora non è chiusa e il Tavolo è aggiornato al 4 aprile, ma è davvero una buona notizia".
"Questa prima firma è importantissima – ha spiegato il segretario generale Fiom Firenze-Prato-Pistoia Stefano Angelini – perché permette di guadagnare tempo per poter individuare la soluzione migliore: intanto, l’intesa eviterebbe che per i dipendenti scatti la Naspi (con il licenziamento) e dovrebbe garantire loro uno stipendio sino alla fine dell’anno". E in linea potenziale, si tratterebbe di avere a disposizioni altri otto mesi circa per poter ad esempio ricollocare in altre imprese interessate i lavoratori in uscita dall’azienda norvegese. "L’esito del Tavolo regionale di ieri (due giorni fa, ndr) è un punto di partenza per discutere di tutto il resto: noi miriamo alla tutela della piena occupazione di lavoratori e lavoratrici – ha detto Angelini - se non tutti in Navico ricollocandoli altrove, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili privati e pubblici. Nella prossima settimana sono in programma incontri sia in sede sindacale sia regionale per cercare un’intesa complessiva". La Navico è insomma sempre intenzionata a lasciare il territorio montespertolese. Ma l’obiettivo dei colloqui è quello di ridurre il più possibile l’impatto della chiusura sulla forza lavoro. "Questo è un primo passo nella direzione giusta e dimostra che dobbiamo tenere alta l’attenzione sul tema – ha concluso il vicesindaco Marco Pierini – le iniziative di sostegno, solidarietà e protesta quando c’è di mezzo il lavoro sono importanti. E abbiamo secondo me ottenuto un primo risultato positivo anche perché c’era e c’è un fronte unito".
Giovanni Fiorentino