
Remo Mazzoni se n’è andato a 79 anni. Lutto in Valdelsa
Montespertoli (Firenze), 4 aprile 2025 – Remo Mazzoni se n’è andato nelle scorse ore, a 79 anni. E in attesa di poterlo salutare un’ultima volta domani, 5 aprile alle 9.30, quando nella chiesa di Sant’Andrea a Montespertoli saranno celebrate le esequie, un’intera comunità si è stretta attorno alla sorella e ai nipoti. Iniziando dal sindaco Alessio Mugnaini, il quale ne ha ricordato l’impegno per la comunità. “Certe notizie non si vorrebbero mai ricevere soprattutto quando ci lascia una persona che ha dato tantissimo alla nostra comunità. Remo è indimenticabile e ogni montespertolese non può non ricordarsi l’invenzione di numerose iniziative sia culturali che politiche – il ricordo del primo cittadino – i numeri della tombola alla Sagra della Pappardella con il consueto richiamo ’razzola Remo’, la presenza fissa a vedere le partite del Montespertoli appoggiato alla ringhiera della tribuna, la presenza costante a dare una mano alle tante attività compresa la ’gestione’ della porchetta durante la Mostra del Chianti. Una persona per bene che è passata da protagonista nella piccola storia locale di Montespertoli. Una persona che mancherà molto a tutti noi”.

Classe 1946, Remo era figlio di Gino Mazzoni, storico assessore ed esponente del Partito Comunista Italiano a Montespertoli. Lui stesso è stato storico volontario della casa del popolo e delle Feste de L’Unità, militante del Pci, Pds, Ds e Pd: in una pubblicazione di qualche anno fa, ricordò un episodio del secolo scorso quando da giovane, con i compagni del Pci, riuscì a “soffiare” la lista numero uno prima di una tornata elettorale agli esponenti della Democrazia Cristiana, appostandosi davanti al Comune e rimanendovi per tutta la notte. Il Pd di Montespertoli gli ha dedicato un pensiero, esprimendo il proprio cordoglio. E lo stesso ha fatto il vice-sindaco Marco Pierini, facendo le condoglianze ai familiari e ricordando Mazzoni. “Per me Remo era ed è innanzitutto sinonimo del Partito, nell’accezione più ampia del termine – ha detto, fornendo un ricordo personale – di quando il partito era innanzitutto socializzazione profonda e appartenenza a una storia collettiva che valeva più del singolo e che prescindeva quasi dai contenuti, di quelle vicende che conosce e apprezza soltanto chi ha conosciuto il significato pieno della militanza politica nella Toscana rossa”.