
Protesta degli infermieri, nella foto Gianni Piccini (Foto Germogli)
Empoli, 28 gennaio 2022 - "Dopo 23 mesi di emergenza sanitaria gli infermieri si fermano". E’ racchiuso tutto il questa scritta, comparsa sullo striscione appeso al cancello esterno dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, il malessere che serpeggia in seno alla categoria. Il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, ha indetto per oggi, 28 gennaio, uno sciopero al livello nazionale per protestare contro carenze negli organici, stipendi bassi, condizioni di lavoro insostenibili e molte promesse mancate. La fotografia generale rispecchia, purtroppo, quella locale, dove il comparto è in affanno, sfiancato da due anni di pandemia, schiacciato da turni di lavoro massacranti, mortificati da magre buste paga e ferie saltate. Il segretario territoriale del Nursind, Gianni Piccini, fa il punto sui problemi che affliggono la categoria sanitaria partendo proprio dai numeri.
"Siamo in totale 880 infermieri in servizio nel territorio dell’ex Asl 11, ma per mantenere un rapporto operatore paziente, 1 a 12 ne servirebbero altri cento – spiega Piccini – Va però specificato che il rapporto ottimale di lavoro per erogare un’assistenza completa alle persone sarebbe di 1 a 6. Non chiediamo di avere l’ottimale, ma sicuramente un rapporto 1 a 8 gioverebbe ai cittadini in primis e ai professionisti stessi che sono veramente stanchi". La vistosa sproporzione è aggravata dal fatto che la nuova ondata pandemia sta tenendo a casa diversi professionisti.
Dall’ultima ricognizione mancavano nei reparti 52 infermieri perché contagiati e una decina perché sospesi per inottemperanza all’obbligo vaccinale, ma per alcuni di questi è in corso una revisione del procedimento. "La misura è colma ed è giunto il momento di farci sentire – riprende il segretario territoriale – In primo luogo scioperiamo perché l’indennità infermieristica deliberata nella legge di bilancio del 2020 non è ancora a regime nelle buste come per la dirigenza medica che lo è dal 1 gennaio 2021. Scioperiamo per una perenne carenza di organico che costringe gli infermieri chiamati ‘eroi’ durante il Covid a turni massacranti senza alcun tipo di riconoscimento e in perenne carenza di personale. La pandemia – sottolinea Piccini - ha soltanto messo a nudo una gestione del personale scellerata che va avanti ormai da 20 anni con chiusure di ospedali e organici ridotti all’osso".
Al Nursind sono iscritti 352 infermieri del totale, ma diversi di loro non potranno aderire allo sciopero nazionale. "Molti – spiega il segretario territoriale - saranno precettati e lavoreranno, ma indosseranno comunque un adesivo sulla divisa in segno di adesione. Ringrazio tutti o quanti aderiranno allo sciopero". Da parte del sindacato si chiedono condizioni di lavoro migliori e si criticano scelte che "vanno contro il buon senso", come spiega il segretario Nursind per la Toscana Centro, Salvatore Sequino. "Mentre l’Asl Toscana Centro - spiega Sequino - fatica per l’incremento dei ricoveri e la mancanza di personale, assistiamo a decisioni che vanno contro ogni buon senso, come quella di sospendere infermieri che non hanno effettuato la terza dose di vaccino perché erano in malattia, proprio da Covid".
Quindi le richieste avanzate dal sindacato. "Chiediamo l’intervento urgente e puntuale della Regione Toscana per un piano straordinario di assunzioni, con valutazioni oggettive sulle esigenze lavorative – dice il segretario Nursind per la Toscana Centro – Non possiamo continuare a navigare a vista, come se la pandemia ci avesse colti di sorpresa, al secondo anno di emergenza sanitaria. Il personale infermieristico – conclude Sequino - è una delle colonne portanti del sistema sanitario e come tale deve essere valorizzato. A partire dalla Regione e dallo stesso Ordine".