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Da sinistra Leonardo Bagnoli, Alessandro Angelon e Marco Bagnoli
Empoli, 26 febbraio 2025 – L’ultimo tassello della maxi-operazione con Forno d’Asolo si è aggiunto una settimana fa con la cessione di Lizzi srl, azienda milanese specializzata in prodotti da forno dolci e salati già parte del gruppo Forno d’Asolo dal 2019, al gruppo Vandemoortele. Una mossa resa necessaria per rispondere alle direttive che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha indicato dopo l’ingresso del gruppo Forno d’Asolo in Sammontana un anno fa. Così la partnership, guidata dall’Investindustrial, è pronta a conquistare nuovi mercati, nazionali e internazionali, all’insegna del Made in Italy. La nuova creatura – con Leonardo Bagnoli presidente Sammontana Holding, l’ex Ceo di Forno d’Asolo Alessandro Angelon come Ceo e Marco Bagnoli presidente Sammontana Italia – avrà un fatturato di quasi un miliardo di euro con stabilimenti produttivi in Italia, negli Stati Uniti e in Francia. La famiglia, insomma, si allarga e supera i 2.500 dipendenti. Tanti e ambiziosi gli obiettivi 2028: raddoppio del fatturato rafforzando i marchi in Italia e all’estero; leadership nell’Horeca con gelato, pasticceria e prodotti da forno; espansione all’estero con particolare attenzione su Paesi Dach, Nord America e Francia; ulteriori certificazioni B Corp per il gruppo.
Dal passato al futuro, nel solco di una tradizione che si rinnova per rispondere alle nuove sfide di un mercato sempre più internazionale, ma senza tradire se stessa. E sempre con il sorriso. Dalla maxi-operazione tra Sammontana e Forno d’Asolo è nato un gruppo internazionale di prodotti surgelati di pasticceria, dessert e gelato senza precedenti. «Un vero unicum globale», chiosano i diretti interessati senza paura di essere smentiti.
Facciamo un passo indietro, qual è stata la scintilla da cui è scaturita la partnership tra le due aziende?
"Un invito a pranzo ricevuto a sorpresa dal concorrente, da Alessandro Angelon, che mi annunciava che il fondo proprietario di Forno d’Asolo Bindi stava per vendere lasciando entrare un altro importante fondo e che sarebbe stato interessante fare un ragionamento insieme... – risponde il presidente della nuova holding, Leonardo Bagnoli – Gli ho ricordato subito quanto la famiglia Bagnoli sia attaccata all’azienda e che non se ne sarebbe mai separata. Poi la possibilità di restare con la maggioranza e l’impegno di Investindustrial, con Andrea Bonomi che ha perfettamente colto lo spirito che stava dietro al progetto fondato sulla sostenibilità e il Made in Italy, ha fatto il resto”.
"In alternativa Forno d’Asolo sarebbe stato quasi sicuramente venduto a un operatore straniero e ciò avrebbe snaturato appunto quello spirito italiano che ci guida entrambi da sempre – aggiunge il Ceo del nuovo gruppo, Alessandro Angelon, scambiando uno sguardo d’intesa con i Bagnoli –. Sarebbe stato più facile? Forse sì, visto che l’Antitrust ci ha fatto ’perdere’ mesi... Ma noi volevamo rimanere in Italia, continuare a investire nelle aziende di famiglie che ne sono orgoglio e motore. L’idea era di unire due leader nazionali che condividono gli stessi valori fondamentali, la stessa cultura e che insieme avrebbero potuto competere in modo ancora più deciso sui mercati internazionali attraverso l’accesso a capitali che permettono di giocare le grandi partite mondiali”.
"Sammontana esportava solo il 3% del fatturato, Forno d’Asolo oltre il 30% – aggiunge Leonardo Bagnoli –: ecco dunque l’opportunità di lavorare insieme attraverso quella formidabile piattaforma, ecco dunque un marchio italiano che diventa marca a livello internazionale”.
Per la prima volta nella storia della famiglia Bagnoli c’è stata un’apertura all’esterno: le reazioni?
"Abbiamo annunciato il progetto a tutti i nostri dipendenti in largo anticipo alla festa per gli auguri di Natale – ricorda Leonardo Bagnoli – Abbiamo spiegato loro che stavamo cercando di creare qualcosa di straordinario, virtuoso per tutti. Gli abbiamo detto che non dovevano aver paura e di continuare ad avere fiducia in noi”.
Quali i valori guida?
"Passione, orgoglio, ascolto, rispetto e misura – non ha dubbi il presidente Leonardo Bagnoli –. La volontà di offrire prodotti fatti bene, che facciano bene, che nutrano. Il consumatore deve sorridere".
"L’impegno è esportare insieme ai prodotti un modello culturale di fare impresa all’italiana, sociale e sostenibile: il gelato è nato a Empoli – gli fa eco il presidente di Sammontana Italia, Marco Bagnoli –. Credo che la nostra nuova squadra possa diventare un esempio virtuoso di capacità di fare impresa all’italiana combinando gusto, benessere, estetica e innovazione. L’alimentazione di qualità può e deve essere la stella che guida le scelte sia delle industrie sia dei governi. È quello che ci ha insegnato la famiglia di generazione in generazione ed è ciò che perseguiremo ancora. Non vorremmo mai diventare una multinazionale standardizzata”.
Nella strategia della nuova holding per il 2028 c’è l’obiettivo di raddoppiare il fatturato. Come sarà possibile riuscirci?
"Con uno sviluppo organico – spiega Angelon –. In Italia e nell’Horeca c’è ancora molto spazio per crescere, in particolare attraverso i prodotti surgelati da forno ma anche con il gelato, nella ristorazione e sugli scaffali. Se esiste ampio margine per allargare il nostro presidio sul mercato nazionale, guardando all’estero oserei dire che abbiamo davanti un’intera prateria, un’infinita possibilità di espansione. Vale per il mercato europeo, per quello degli Stati Uniti, del Middle East e dell’Asia. Nei decenni con Bindi ci siamo affermati con la pasticceria italiana, distinguendoci con prodotti iconici come il tiramisù, la torta della nonna. Adesso i prodotti con cui conquistare il mondo sono addirittura 4mila, oltre al gelato e al dolce c’è il salato. Siamo unici, non esiste un’altra azienda che possa offrire un assortimento così completo e complesso e di origine italiana. In più, valutiamo acquisizioni strategiche. Vogliamo costruire, ad esempio, altre opportunità negli Stati Uniti, oltre all’investimento in New Jersey, e in Francia, dove abbiamo già comprato Gelpat, specialista di alta pasticceria. Insomma, andremo nel mondo portando l’esperienza di Sammontana e FdA, due big”.
Dal passato al futuro, all’insegna del Made in Italy.
"Sì. C’è l’amore che mettiamo in quello che facciamo a contraddistinguerci – conclude Leonardo Bagnoli riflettendo sulla maxi-operazione –. Siamo come alla chiusura di un grande cerchio che ci mette dentro a una casa che ci rappresenta davvero tutti perché abbiamo condiviso un sogno. c’è la voglia di fare impresa nel modo più vero e genuino, portando l’italianità nel mondo. Lo slogan resterà sempre e per sempre “Sammmontana, gelati all’italiana“. Accanto allo stile italiano, alla moda, al design mettiamo anche il cibo all’italiana: facciamo capire ai consumatori internazionali come si fanno le cose in Italia, con la passione per il prodotto, per la qualità delle materie”.