
Gli azzurri l dovrano essere bravi a cancellare subito la prestazione di martedì sera
di Simone CioniEMPOLI"L’attesa del piacere è essa stessa un piacere". Così recita una famosa citazione del filosofo tedesco Lessing. A Empoli lo è stato decisamente l’avvicinamento ad un appuntamento storico come la semifinale di Coppa Italia contro il Bologna, assai meno la partita in sé che di fatto non c’è mai stata. Il 3-0 subito dai felsinei fa tornare alla memoria un po’ quanto successo più di un mese fa in campionato con l’Atalanta, in quella circostanza finì 5-0 ma anche martedì sera il punteggio poteva essere più severo se nel finale Seghetti non ci avesse messo una pezza e l’ex Cambiaghi non avesse preso il palo, oltre ad altre occasioni. A difettare, come contro gli orobici, è stato l’atteggiamento e la conseguente poca intensità vista da parte degli azzurri (dopo due minuti il Bologna aveva già costruito due nitide occasioni, altra analogia con la gara contro il team di Gasperini).
Il palcoscenico televisivo, l’importanza della partita e lo splendido spettacolo inscenato dalla Maratona meritavano di più? Forse. Il Bologna, specialmente se in formazione tipo come ha giocato fatta eccezione per Castro, in questo momento è almeno tre categorie sopra agli azzurri, e non solo? Certamente. Ma siamo sinceri la Coppa Italia non poteva essere un obiettivo per l’Empoli, tanto meno incastonata in un finale di stagione come quello attuale, in cui ogni energia deve essere preservata per la corsa alla salvezza. Quella sì estremamente importante per la società. Alla fine, quindi, le scelte di formazione fatte da parte di D’Aversa sono più che comprensibili, uno perché era anche giusto premiare chi comunque questo traguardo se lo era guadagnato sul campo, due perché quale partita migliore per mettere minuti nelle gambe di quei giocatori che venivano da un lungo stop (vedi Solbakken, ancora un po’ indietro, e Fazzini, più brillante) e tre perché la gara fondamentale da non fallire è quella di domenica prossima col Cagliari.
"Dispiace perché c’era una cornice di pubblico molto bella e in alcune circostanze potevamo fare meglio e fare un risultato diverso – ha commentato il tecnico azzurro nel post-partita –. Quando si commettono degli errori contro una squadra così forte difficilmente si vince. Sono stati bravi i ragazzi a far vivere un sogno a una città intera, ma ora pensiamo al Cagliari e ragioniamo sul nostro obiettivo". Alla vigilia D’Aversa aveva sottolineato come questa partita poteva (doveva) dare quella spinta emotiva e mentale in più per il campionato, come effettivamente la Coppa Italia aveva sempre fatto finora, ma stavolta il gruppo dovrà più che altro essere bravo a cancellare subito questa prestazione e mettere nella sfida con il Cagliari tutto quello che non si è visto martedì: intensità, aggressività, fame, voglia e determinazione nei duelli. Intanto già ieri sono ripresi agli allenamenti, che proseguiranno di mattina fino a sabato al Sussidiario.
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