
Sergio Givone
Firenze, 5 aprile 2025 - Secondo appuntamento del ciclo di conferenze Pellegrini di Speranza con Sergio Givone. L’incontro dal titolo Che cosa possiamo sperare? si terrà l’8 aprile, dalle ore 17.00, presso l’Antica Canonica di San Giovanni (piazza San Giovanni 7, Firenze) con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. In occasione del Giubileo, indetto per quest’anno 2025 da Papa Francesco e da lui titolato Pellegrini di speranza, l’Opera di Santa Maria del Fiore ha inteso accompagnare l’accadimento con due iniziative, entrambe a cura di Antonio Natali, un ciclo d’incontri e una pubblicazione I Luoghi della Speranza, Viatico per il pellegrino che aspira a segnalare i molti luoghi in cui a Firenze fin da tempi remoti s’esercitavano pratiche d’accoglienza e di carità, coerenti coi principî cristiani della generosità e dell’assistenza ai bisognosi. Sergio Givone,, nato a Buronzo (Vercelli) l’11 giugno 1944, ha studiato a Torino sotto la guida di Luigi Pareyson, discutendo con lui nel 1967 una tesi sulla ricezione contemporanea del pensiero di Pascal. Dal 1976 al 1983 è stato docente di Estetica all’università di Perugia, prima come incaricato e poi come ordinario (dal 1980). Dal 1984 al 1991 ha insegnato la stessa disciplina all’università di Torino e successivamente in quella di Firenze. Nel 1983-84 e nel 1986-87 è stato borsista Humboldt presso l’università di Heidelberg. Ha tenuto conferenze e cicli di lezioni in numerose università straniere, fra cui la Autonoma di Madrid, la Sorbona di Parigi, la Standford University e l’università di Tokyo. Dal 2006 al 2009 è stato Pro-rettore dell’ateneo fiorentino. Ha pubblicato: La storia della filosofia secondo Kant (1972), Hybris e melancholia (1974), William Blake (1978), Ermeneutica e romanticismo (1983), Dostoevskij e la filosofia (1984), Storia dell’estetica (1988), Disincanto del mondo e pensiero tragico (1989), La questione romantica (1992), Storia del nulla (1995), Eros/ethos (2000), Il bibliotecario di Leibniz (2005). Si è dedicato anche alla narrativa, pubblicando tre romanzi: Favola delle cose ultime (1998), Nel nome di un dio barbaro (2002) e Non c’è più tempo (2008). Questo esito della sua attività intellettuale trova spiegazione nell’idea di filosofia come interpretazione di qualcosa che non è mai realtà oggettiva ma semmai evento, racconto, narrazione. Donde un’attenzione e quindi un’attenzione costante e privilegiata alla letteratura, che a un certo punto gli si è presentata non solo come oggetto di riflessione, ma addirittura come soggetto, come attività da esercitare in proprio. In ciò è largamente riconoscibile l’influenza esercitata sul suo pensiero dalle scuole di Torino (Pareyson) e di Heidelberg (Gadamer). Il ciclo di conferenze proseguirà il 29 aprile con Antonio Natali Turisti e pellegrini. Il 13 maggio con Enrica Neri e Firenze 1300. Potere e speranza in Santa Maria del Fiore al tempo del primo Giubileo. Il 27 maggio, Andrea Baldinotti con Viaggi e miraggi. Medioevo in cammino nel cinema italiano. Il 10 giugno, Isabella Gagliardi con Il Giubileo cristiano: le origini. L’ultimo appuntamento, il 17 giugno, con Alessandro Andreini che presenterà Un pellegrinaggio al centro del cuore. Rileggendo il progetto di vita della Certosa. Maurizio Costanzo