LUIGI CAROPPO
Cronaca

Aeroporto, la Piana trova il compromesso. Nuova pista: Italia Viva rompe con Giani

Lo sviluppo degli scali toscani al bivio, il governatore trova l’intesa con i sindaci di Firenze, Prato, Sesto e Campi Bisenzio

L'aeroporto Vespucci (foto Giuseppe Cabras/New Press Photo)

L'aeroporto Vespucci (foto Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Firenze, 5 febbraio 2022 - Prima l’accordo politico-amministrativo (con compensazioni per i Comuni dei sindaci ex riottosi), poi parola ai tecnici. La rotta dello sviluppo aeroportuale fiorentino l’aveva presa in mano il governatore della Toscana Eugenio Giani chiamato a trovare una soluzione a un problema storico (sviluppare ma come il ’Vespucci’). Che doveva inserirsi in uno scenario in parte inusuale con la segretaria Pd Simona Bonafè che dalle colonne de La Nazione aveva dettato la linea ("Lo scalo di Peretola è fondamentale per Firenze, sullo sviluppo non si discute") e aveva passato la palla al presidente toscano per smussare i sentimenti contro. E fin qui niente di ’anomalo’ anche se la missione di per sè non era semplice. Semmai doveva fare i conti anche con l’attivismo del sindaco Dario Nardella sulla direttrice Firenze-Pisa, nuovo fronte compatto per lo sviluppo degli scali gestiti da Toscana Aeroporti, senza più campanili e con la "supremazia" nel territorio regionale, riconosciuta proprio da Nardella, dello scalo pisano.

Giani, infastidito dalla mobilitazione continua di Nardella, ha pensato di prendere di petto la questione e di andare con il ramoscello d’ulivo a mostrare segnali di pacificazione con la Piana (Firenze-Prato passando per Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio). Cinque ’non amici’ a cena. Lunedì mattina a domanda diretta il presidente Giani ha smentito categoricamente di essersi visto intorno ad una tovaglia con gli altri amministratori "ma di confrontarsi spesso" se non proprio volentieri. Altri già lunedì mattina confermavano la cena, ma al di là del conto condiviso o offerto, la quadra tra Giani e gli altri amministratori (oltre Nardella, Matteo Biffoni, sindaco di Prato, Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino, Emiliano Fossi, sindaco di Campi Bisenzio) sarebbe stata trovata. Il potenziamento della pista del Vespucci potrebbe ridursi di 200 metri: non più 2400 metri. E il nastro d’asfalto potrebbe non più correre parallelo alle corsie autostradali, ma ’leggermente’ obliquo per non essere più allungabile un giorno (ma quale se l’ultimo allungamento a 1650 metri è avvenuto oltre 25 anni fa e per questo progetto si discute da almeno dieci anni?).

L’accordo nella sostanza sarebbe stato trovato anche se le schermaglie apparentemente continuano perché ognuno degli ex riottosi (tutti meno Nardella) deve spiegare la novità a casa sua. "Voglio fare un convegno pubblico sullo sviluppo complessivo della Piana tra Firenze e Prato - spiegava ieri Giani - stiamo parlando di un sistema di mobilità che riguarda anche strade, tram, ferrovie, ponti. Bisogna vedere il territorio con un occhio non rivolto solo al proprio comune".

Nel frattempo, tanto per non farsi mancare l’ennesimo malumore di Italia VIva (in maggioranza col Pd in Regione), il coordinatore toscano ed eurodeputato Nicola Danti fa sapere ai suoi sul territorio che è infuriato con questo modo di Giani: "Ma che ci stiamo a fare noi? E che ci sta a fare il consiglio regionale se deve solo ratificare decisioni prese altrove?". Urge una verifica. Arrabbiato anche il deputato d i Iv Gabriele Toccafondi ("Nello spirito di Letta chiudetevi a pane e acqua finché non trovate una vera soluzione. Una pista ridotta sarebbe veramente quello di cui Firenze e la Piana hanno bisogno?").

Prato, Campi e Sesto fanno i conti con le compensazioni che l’intesa potrebbe produrre. Biffoni racconterà che il sorvolo sulla città sarà scongiurato perché lunghezza e inclinazione lascerebbero i cieli pratesi più limpidi; Fossi racconterà che Campi è in cima ai pensieri dalla Regione perché oltre alla linea tram, il metro-tram Firenze-Prato fermerà all’Osmannoro al confine campigiano e perché la sensibilità regionale porterà 11 milioni per potenziare la scuola Agnoletti che non rivestirà più il ruolo di succursale; Falchi ha già portato a casa la scuola nuova e il tram fino al polo universitario, potrà dire che la pista tagliata porterà vantaggi in termini di minor impatto e il parco della Piana non sarà solo sulla carta (e non dimenticherà che ha il Pd alleato).