
Un torneo organizzato alla bocciofila scandiccese (foto archivio Germogli)
Un’altra crepa, letteralmente, per gli impianti sportivi cittadini. E un’altra società d’eccellenza, la bocciofila scandiccese, costretta a emigrare fuori comune. Due giorni fa il dirigente dei servizi tecnici e lavori pubblici ha firmato un’ordinanza nella quale veniva dichiarata l’inagibilità del bocciodromo ‘Tamiro Martelli’ di via Scandicci Alto. Le quattro piste sono inaccessibili, ugualmente gli uffici e le altre strutture.
Nella planimetria resta solo una fascia ‘verde’ ovvero dove si può passare ed entrare, ed è quella del bar/ristorante; i gestori che rischiavano la chiusura e la cessazione dell’attività per un tempo ancora non determinato hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Chi invece si è rassegnato ormai ad andare fuori comune è il presidente della bocciofila, Stefano Iserani: "Sapevamo che questo sarebbe stato l’epilogo – ha detto – aspettiamo questi lavori; in questi mesi sono venuti tecnici comunali per molti sopralluoghi. Che la struttura fosse gravata da enormi problemi era risaputo. Ora attendiamo che siano risolti. Ci armeremo di pazienza e continueremo la nostra attività nei bocciodromi della città metropolitana".
L’amministrazione sapeva da tempo che la questione del bocciodromo doveva essere risolta. Già nel 2022 una relazione dei tecnici comunali aveva sancito la criticità statica della struttura dopo aver scoperto delle lesioni in alcune pareti nel lato est. In attesa dell’intervento di consolidamento il Comune aveva interdetto la zona lesionata, transennandola anche dall’esterno e ha chiesto alla bocciofila di chiudere le stanze della centrale termica.
Nonostante questa spada di Damocle sulla testa, nell’agosto 2024 sempre il Comune aveva pubblicato un bando per la gestione dell’impianto prevedendo addirittura un canone d’affitto. La bocciofila rinunciò a partecipare, denunciando nuovamente i problemi strutturali che mettevano a rischio l’agibilità della struttura.
La domanda che molti appassionati adesso si pongono è se non fosse possibile in tanti anni sistemare una struttura con evidenti problematiche. Una struttura che è un pezzo di storia della città, dove si sono tenute e si tengono gare di livello e dove giocano anche amatori, persone con disabilità, e che forse avrebbe meritato un’attenzione maggiore.
Fabrizio Morviducci