
Cumuli di ricordi
Il 14 marzo scorso, in alcune regioni dell’Italia, c’è stata un’alluvione che ha causato molti danni. Calenzano e le città vicine sono state colpite da una grande quantità di acqua piovana e da alcuni fiumi esondati. Fortunatamente non ci sono state vittime. Per precauzione è stato deciso di chiudere le scuole e i luoghi pubblici in modo da essere tutti al sicuro. Quando siamo tornati a scuola ognuno di noi voleva raccontare cosa aveva visto e perso: era proprio un bisogno. Le persone che sono state colpite dall’alluvione hanno cercato di salvare dalla furia dell’acqua e dal fango quante più cose possibili, ma purtroppo hanno dovuto buttare oggetti e materiali con valore affettivo e storico e in alcuni casi anche economico. I nostri nonni e tanti adulti parlavano dell’alluvione del 1966 ma della quale noi non sapevamo molto. Passando per le vie della nostra città abbiamo visto cataste di giocattoli, mobili, libri, quadri, album fotografici, biciclette, persino delle moto e tanti altri oggetti. In tanti hanno aiutato a ripulire. Li hanno chiamati "Angeli del fango". Oltre all’immensa fatica per ripulire dal fango case, garage, cantine, negozi, ristoranti, scuole e biblioteche negli occhi della gente abbiamo visto preoccupazione e tristezza. Forse c’era anche timore che i ricordi legati a quegli oggetti accatastati potessero andare persi, portati via dall’alluvione di Calenzano del 2025. A salvare i ricordi, però, ci sono i racconti di chi ha vissuto un evento che entrerà a far parte della nostra storia.