ALESSANDRO PISTOLESI
Cronaca

Gli sciacalli dell’alluvione, il messaggio sui social: “Soldi facili con un’app”

Il post di una donna su Facebook: “La mia casa vicina all’Arno travolta dal fango. Ho perso tutto, mi sono rialzata con un gioco online: 1700 euro in poche ore”. Il messaggio ha ricevuto un migliaio di interazioni: scattano le verifiche sul profilo

Indagini della polizia postale (foto archivio Ansa)

Indagini della polizia postale (foto archivio Ansa)

Firenze, 4 aprile 2025 – Fare leva sul disastro dell’alluvione per spingere le persone a scaricare un’applicazione e poi versare dei soldi con l’illusione di guadagnare cifre in grado di risolvere ogni problema. È la nuova e agghiacciante frontiera di quello che a tutti gli effetti appare come un inganno capace, in questi giorni, di circolare all’impazzata sui social. E che sembra sfruttare la disperazione di chi ha perso tutto promettendo facili guadagni. "La nostra casa è distrutta. È passato un po’ di tempo, ma solo ora ho trovato la forza di condividere tutto questo con voi…". Parole sincere, almeno all’apparenza: il racconto toccante di una mamma che si è vista togliere tutto dalla devastazione del fango.

Ma poche righe più giù balza subito agli occhi la prima stranezza: "Io, mio marito e nostra figlia vivevamo a Firenze in una casa accogliente vicino all’Arno, un lavoro stabile e una vita felice. Non avrei mai immaginato che tutto potesse svanire in un solo giorno", prosegue la donna nel post con tanto di sponsorizzazione per ricevere una risonanza ancora maggiore. L’Arno però (per fortuna) non ha mai straripato e in città, a differenza di quanto avvenuto in zone come il Mugello e la Valdisieve, non risultano famiglie sfollate. Il racconto della donna (forse un profilo fasullo, ora al vaglio della autorità competenti) continua con sempre maggior enfasi: "A metà pomeriggio del 14 marzo ho sentito un rumore strano fuori dalla finestra: l’acqua ha iniziato a salire rapidamente. L’alluvione a Firenze è stata improvvisa e devastante. Tutto è diventato caos, abbiamo preso nostra figlia e siamo riusciti a malapena a salire sul tetto. L’acqua ha distrutto tutto: mobili, oggetti, i nostri ricordi. Non ci è rimasto nulla".

Frasi che hanno lo stesso effetto di un pugno dritto allo stomaco, con tanto di video che ritrae una casa completamente allagata e una foto della donna impegnata a spalare fango. Eppure dietro al post si cela lo spettro della truffa. "Siamo rimasti senza soldi, senza casa e senza speranze per il futuro. La vita si è trasformata in una lotta: come ricominciare da zero quando non hai più nulla?". A questo punto il post prende tutt’altra direzione: "Ieri un’amica mi ha invitata a prendere un espresso – scrive la donna –. È arrivata con una Fiat nuova di zecca, il che mi ha sorpresa: fino a poco tempo fa faticava a far quadrare i conti. Non ho resistito e le ho chiesto come ci fosse riuscita. Lei ha esitato, poi mi ha mostrato un’app sul suo telefono: ero scettica ma lei mi ha aiutata a installarla e ho deciso di provare, almeno per distrarmi un po’. Ho fatto un piccolo deposito e ho iniziato con un gioco, poi ne ho provato un altro".

A questo punto la donna, cercando anche di sfruttare l’onda emotiva suscitata con le parole precedenti, invita gli utenti di Facebook a scaricare l’applicazione: "È stato incredibilmente coinvolgente – insiste –. In un paio d’ore ho vinto 640 euro; ero piacevolmente scioccata e ho subito ritirato tutto sulla mia carta. La mattina dopo ho fatto un altro deposito e ho ricevuto dei bonus extra. Ho continuato a giocare e sul mio saldo c’erano già 1700 euro. Ho avuto un paio di perdite da 15 euro, ma non mi hanno scoraggiata, perché vincevo molto di più. Questo mi ha dato speranza: forse riusciremo a uscire da questo buco e tutto si sistemerà". Poi l’invito: "Se voi o i vostri cari state affrontando difficoltà, dopo un’alluvione o semplicemente nella vita, provate quest’app. Ecco il link". Oltre mille le interazioni, con tanto di commenti pubblicati da profili falsi per confermare la bontà dell’applicazione. Sullo sfondo però l’ombra di una trappola meschina che sembra voler lucrare sulle lacrime di chi, davvero, ha perso tutto.