
Sulla vicenda sta svolgendo accertamenti la Polizia postale
Firenze, 5 aprile 2025 – Hanno rubato la sua identità, le sue foto, persino quella del cuginetto di appena un anno. E con quelle immagini, scattate nei giorni più drammatici dell’alluvione del novembre 2023 a Campi Bisenzio, hanno creato un falso profilo Facebook per attirare like, condivisioni e soprattutto soldi. In che modo? Sponsorizzando, come anticipato ieri dal nostro giornale, siti e applicazioni di gioco online. È successo a Letizia Bottai, 26 anni, fiorentina, che era andata come volontaria a spalare il fango in una casa allagata a Campi Bisenzio. Qualcuno ha scaricato quelle immagini dalla Rete e le ha usate per costruire un racconto straziante, ma falso, pubblicato su un account chiamato ’Maria Bottai’.
“Il 27 marzo – racconta Letizia – mi hanno scritto alcuni amici: ‘C’è una che si spaccia per te. Ha le tue foto, ma si chiama in un altro modo’. Così ho scoperto tutto. Avevano pubblicato una mia foto mentre spalavo fango in una casa di Campi, scrivendo che quella era la loro casa distrutta. È stato come ricevere uno schiaffo”. Nel post, diffuso con tanto di sponsorizzazione per aumentarne la visibilità, la presunta ’Maria Bottai’ raccontava di vivere con il marito e la figlia in una casa accogliente vicino all’Arno, andata distrutta dall’alluvione. Ma a Firenze, dove l’Arno non ha mai straripato, non si sono registrati sfollati. E il racconto – per quanto straziante e apparentemente credibile – si è rivelato un copione artefatto, costruito con uno scopo preciso: spingere gli utenti a scaricare un’applicazione e depositare denaro, con la promessa di guadagni rapidi.
“In un paio d’ore - si legge sul profilo rubato della falsa Bottai – ho vinto 640 euro; ero scioccata e ho subito ritirato tutto sulla mia carta. La mattina dopo ho fatto un altro deposito e ho ricevuto dei bonus extra. Ho continuato a giocare e sul mio saldo c’erano già 1700 euro”.
“È assurdo – prosegue Letizia, la vittima del furto di identità – hanno preso anche la foto di mio cugino, che ha un anno, e altre immagini private. C’erano scatti della mia famiglia, momenti che avevo scelto di condividere solo con chi mi conosce davvero. Non è solo una questione di furto di immagine, è come se mi avessero rubato un pezzo di vita. Mi sono ritrovata sulla pagina social di una sconosciuta che raccontava la mia esistenza come fosse la sua”.
Per Letizia è stato un duro colpo: “Ci sono rimasta malissimo. Quelle foto avevano un valore affettivo. Vederle usate da qualcun altro, manipolate per truffare la gente, è stato devastante. Non so se dietro ci sia una persona o un’intelligenza artificiale, ma questa è una truffa. Ho fatto denuncia alla polizia postale”.
Le indagini sono in corso. Due i profili fake individuati con il nome ’Maria Bottai’, creati rispettivamente il 19 e il 25 marzo. Entrambi pubblicavano lo stesso tipo di contenuti: immagini toccanti di devastazione, testi emotivamente coinvolgenti, e alla fine l’invito a cliccare su un link per provare un’app che prometteva vincite facili. Un meccanismo ormai rodato, che sfrutta la vulnerabilità delle persone e un tragico momento storico – e stavolta anche l’identità di chi, come Letizia, si era messo a disposizione per aiutare davvero. “Mi chiedo quanta altra gente si sia trovata nella mia situazione – conclude Letizia –. Spero che nessuno ci sia cascato, ma la cosa che più mi fa male è che chi ha davvero sofferto in quei giorni, chi ha perso la casa o i ricordi di una vita, venga usato come sfondo per un raggiro”.