Andrea Giannattasio
Cronaca

Bove, la sua storia è una lezione. Al Viola Park con i ragazzi del liceo

Gli studenti del Machiavelli hanno incontrato il centrocampista e l’olimpionico Lorenzo Zazzeri. “Grazie alla mia famiglia che mi ha permesso anche di studiare. Sfondare nel pallone non era scontato”

Bagno a Ripoli (Firenze), 26 febbraio 2025 – Ogni volta il suo ricordo torna lì, a quella maledetta domenica 1° dicembre quando all’improvviso il suo cuore si è fermato in mezzo al campo. Per la verità, di quegli attimi di terrore, Edoardo Bove ricorda poco o nulla. Anzi, ogni qual volta in questi mesi si è rivisto alla tv e ha inteso cosa sarebbe potuto succedere se i soccorsi non avessero agito in tempo ha provato un senso di vergogna. Proprio lui, una delle persone più riservate che il mondo del calcio possa vantare. Eppure, che si tratti di tornare con la mente a quell’arresto cardiaco che ha per sempre cambiato la sua vita davanti a milioni di persone, come gli è successo salendo sul palco di Sanremo, oppure al cospetto di una platea di studenti (come ieri al Viola Park), il centrocampista della Fiorentina ha sempre quell’espressione estraniata dipinta sul volto e quella voce quasi impacciata che trasudano spontaneità.

BOVEZAZZERI
Edoardo Bove e Lorenzo Zazzeri al Viola Park durante l'incontro xon gli studenti

“Dopo quello che mi è successo ho deciso di affrontare un percorso perché di punto in bianco è cambiata la mia visibilità. Certo, ci ho messo del mio andando a Sanremo… ma ne avevo bisogno” ha scherzato Bove, incontrando gli studenti del liceo Machiavelli assieme al campione olimpico di nuoto Lorenzo Zazzeri: “Di base sono una persona riservata ma capisco che noi atleti dobbiamo dare un esempio positivo, sfruttando la nostra esposizione”.

E di quello che ha passato, di quelle due settimane in ospedale, Edoardo ha proprio voglia di parlare all’infinito. Perché sa che la sua esperienza può solo essere d’aiuto. La vita dell’ex Roma, in ogni caso, non è cambiata: seguendo i suggerimenti delle persone che lo stanno aiutando nel suo percorso, Bove ha ricominciato ad andare al Viola Park è si è reinventato assistente di Palladino. Normalità e semplicità, del resto, sono le parole chiave del vocabolario di Edo: “La cosa più importante che ha fatto per me la mia famiglia è stato permettermi di studiare, perché non era scontato che da piccolo sfondassi nel calcio. Dovevo essere pronto a trovarmi un’altra strada”. Che tra pochi mesi Bove spera sia quella di sempre. Ovvero con un pallone tra i piedi.