
Circa 250 cittadini hanno partecipato all’assemblea organizzata dal Comune
Dire accesa è usare un eufemismo. L’assemblea pubblica di due sere fa organizzata dal Comune per fare il punto sugli eventi alluvionali del 14 marzo scorso, con gravissime conseguenze sul territorio calenzanese, è infatti stata letteralmente infuocata, con tantissimi interventi dei presenti che hanno urlato la loro rabbia per i danni subiti, impedendo anche in qualche caso ai relatori, il sindaco Giuseppe Carovani, il presidente e il direttore del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno Paolo Masetti e Jacopo Manetti e il responsabile area Ambiente e Viabilità del Comune Nicola Tanini, di poter rispondere.
Nella sala convegni al quarto piano del palazzo comunale in piazza Gramsci, rivelatasi troppo piccola per l’evento, almeno 250 persone con moltissimi posti in piedi. Tra il pubblico residenti delle diverse zone di Calenzano colpite dall’alluvione: da Settimello a Legri, da Signorina a Leccio, da La Chiusa all’area del Design Campus. Proprio gli abitanti di quest’ultima zona, colpiti dall’esondazione del torrente Chiosina, hanno fatto presente la situazione del guado del Chiosina (sulla quale si incentrerebbe anche un esposto del novembre 2023) dal quale, secondo loro, l’acqua sarebbe tracimata. La richiesta: sapere come mai non siano mai stati realizzati interventi per rialzarlo o per porre comunque uno sbarramento prima della costruzione delle lottizzazioni da via Breddo a via Nuova. L’acqua, però, secondo il Comune non sarebbe uscita in quel punto ma avrebbe superato la sponda in un altro tratto. Colpa di un evento che – ha ribadito il sindaco anche durante la proiezione di alcune immagini decisamente esemplificative di quanto accaduto – "ha superato qualunque previsione ed è stato superiore alla piena duecentennale e tutto l’apparato arginale del Chiosina è stato concepito per una piena duecentennale. A questo punto dovranno essere riviste le previsioni e i parametri e dovremo convivere con eventi che, purtroppo, non saranno più straordinari e che andranno oltre ogni modello". Un quadro, dunque, profondamente mutato in cui il cambiamento climatico resta il grande imputato ma la spiegazione, basata su dati scientifici e oggettivi, non ha convinto molti dei presenti che hanno richiamato cause più concrete. Tra l’altro un tubo che dovrebbe convogliare l’acqua che proviene da monte a Settimello, una delle frazioni più colpite dagli allagamenti. O i tombini e il sistema fognario (su cui ha spiegato il sindaco occorrerà intervenire) che non hanno tenuto in diverse zone. Intanto sono già iniziati e stanno proseguendo alcuni interventi di somma urgenza effettuati dal Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno che ha attivato 13milioni e 200mila euro di risorse per 15 interventi su tutto il suo territorio di competenza, 5 milioni e 400mila delle quali per il solo territorio calenzanese, con sei lavori previsti: "A oggi – ha spiegato però il direttore Manetti – non c’è alcuna copertura finanziaria perché lo stato di calamità nazionale non è stato ancora dichiarato dal Governo. Se i soldi non arriveranno da Roma non potremo continuare a eseguire gli interventi".