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Cane ingerisce droga ai giardini: “Ha rischiato di morire per colpa dei pusher”

L’episodio è accaduto tra via delle Panche e via Locchi a Rifredi. Il proprietario: “Spasmi tutta la notte: la palla con cui giocava si è impregnata”

Stella, una femmina di Rottweiler, col suo padrone Francesco Amberti (Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Stella, una femmina di Rottweiler, col suo padrone Francesco Amberti (Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Firenze, 28 febbraio 2025 – Per la cattiveria e l’avidità degli spacciatori, due cani a Rifredi hanno rischiato di morire. Se se la sono cavata, per quanto ancora sofferenti e convalescenti, è solo perché la dose di droga nascosta nella vegetazione che hanno assunto, non è abbastanza letale per loro grande stazza.

Tutto ha inizio mercoledì pomeriggio, racconta il padrone, Francesco Amberti: “Dopo giorni piovosi, dopo pranzo è spuntato un po’ di sole: così mia moglie decide di portare i nostri due cani, una lupa (Bianca) e una rottweiler (Stella), a giocare a riportare la pallina nell’area verde tra via delle Panche e via Locchi. Sembrava un bel pomeriggio come tanti, spesso li portiamo lì. Poi, tornati a casa, dopo un’oretta la lupa sembrava stordita. Siccome è un cane anziano, dai sintomi, temevo avesse avuto un ictus e sono corso subito a portarla dal veterinario: camminava sbandando, come se fosse completamente ubriaca”.

Ma subito dopo comincia a stare male anche l’altro cane e si cominciano a delineare i contorni della vicenda: “Anche Stella, che è più giovane, comincia a manifestare dei sintomi, ma più gravi, aveva anche forti scosse – continua Francesco –. A tutt’oggi (ieri, ndr) non fa che dormire e vomitare, ha pianto tutta la notte e solo dopo una giornata è riuscita ad espletare i bisogni. Il veterinario gli ha somministrato un rilassante, perché aveva continui spasmi e adesso sta un po’ meglio”.

Impossibile sapere ancora per qualche giorno cosa abbiano assunto le due bestiole involontariamente: “Bisogna aspettare che smaltiscano totalmente l’effetto, poi sarà possibile fare i test tossicologici”, spiega il padrone. Fortunatamente, “il veterinario ha escluso che sia stricnina o altre sostanze messe lì apposta per avvelenare i cani”.

Sul come abbiano fatto a ingerire la droga, l’ipotesi più probabile, dal momento che è successo ad entrambi, è che “se ne sia impregnata la pallina: aveva piovuto molto e probabilmente le dosi nascoste dagli spacciatori si erano sciolte in una pozza dove è caduta la pallina. Oppure potrebbero aver bevuto l’acqua della pozza”.

Che quel giardino sia abitualmente frequentato da delinquenti è cosa nota ed è stato più volte segnalato dai residenti: “Si tratta di spacciatori per la maggior parte nordafricani, la stessa cricca che in passato aveva preso a frequentare il bar di un circolino di zona che ha avuto una sospensione dell’attività per colpa loro”. Qualunque sostanza sia una volta superata la crisi, non c’è rischio che sviluppino una dipendenza, andando a ricercare di nuovo la droga nei cespugli dai pusher. Al di là delle suggestioni cinematografiche del film Cocainorso recentemente uscito sulle piattaforme streaming, gli animali riconoscono quella sostanza come veleno.

Carlo Casini