REDAZIONE FIRENZE

Carne coltivata, settore in allerta. Mille aziende fanno muro al ’sintetico’

Gli agricoltori del Chianti preoccupati per il cibo in laboratorio: sos da Coldiretti per la sicurezza alimentare

Le aziende rappresentate sono 997

Le aziende rappresentate sono 997

Tutela e valorizzazione delle produzioni made in Chianti, sicurezza e trasparenza per il cibo creato in laboratorio. A Parma, a manifestare con Coldiretti, c’era anche il sindaco di San Casciano, Roberto Ciappi, che è anche coordinatore delle Città dell’Olio della Toscana e vicepresidente del Gal Start. È stato lui a farsi portabandiera, con i 300 partiti dalla provincia di Firenze, delle 997 aziende agricole del Chianti, di cui 297 su Barberino Tavarnelle, 376 a Greve in Chianti e 324 San Casciano. Tante le realtà del Chianti fiorentino da rappresentare il 13% delle aziende della provincia di Firenze, con 126 allevamenti complessivi tra ovini e bovini, 24 mila ettari di superficie coltivata la maggioranza dei quali a vigneti e oliveti. Coldiretti a Parma è scesa in piazza per chiedere all’Efsa che vengano fatti studi medici clinici e preclinici, prima di dare il via libera ai cibi cellulari e di fermentazione di precisione, per tutti i prodotti compresi quelli già presentati prima del 1 febbraio 2025. Richieste accolte e condivise dall’Efsa che, in una nota ufficiale al termine della manifestazione, ha assicurato che saranno effettuate analisi approfondite e utilizzato ogni livello di studio reso necessario (compresi test pre-clinici e clinici) per ciascun prodotto notificato. Positiva anche la volontà dell’Efsa di operare con totale trasparenza, garantendo l’accessibilità pubblica delle informazioni relative ai prodotti notificati, agli studi richiesti e al processo di valutazione scientifica. Questo aspetto è cruciale per garantire la fiducia dei cittadini e degli operatori del settore agroalimentare. La manifestazione di Parma era anche per accendere la luce sui cibi a base cellulare e sul "tentativo da parte delle multinazionali di staccare la spina della terra dal cibo". Questo perché, come ha ripetuto il sindaco Ciappi, la sicurezza alimentare è in pericolo, e la produzione del cibo deve rimanere nelle mani dei contadini che devono ricevere una giusta remunerazione. Come ha sottolineato Ciappi, da Parma è arrivato il messaggio rimettere gli agricoltori al centro della sicurezza alimentare comunitaria.

Andrea Settefonti