
Alessandro Manetti racconta come il caro affitti stia cambiando il volto del centro storico di Firenze, spingendo le famiglie fuori città.
Quattro generazioni dietro al banco di ortofrutta di piazza Santo Spirito. Alessandro Manetti, 35 anni, porta avanti l’attività iniziata dal bisnonno Mario, passata poi nelle mani del nonno Marcello e del babbo Stefano. Ma oggi, mentre il mercato continua a essere un punto di riferimento per il quartiere, la sua vita privata ha subito un brusco cambiamento a causa del caro affitti.
"Siamo stati dieci anni in via Romana. Un appartamento di tre vani a 700 euro al mese. Poi nel 2023 la proprietaria ha deciso di aumentare il canone a 980 euro. Un aumento non previsto dal contratto, quindi mi sono opposto. Ma alla fine, per evitare battaglie, abbiamo deciso di andarcene. Per una famiglia è difficile sostenere quasi mille euro ogni mese", racconta Alessandro.
Per fortuna, una soluzione c’era: "Siamo andati a vivere nella casa della nonna di mia moglie, che era mancata da poco. È stata una scelta obbligata, non volevamo imbatterci in dispute infinite. Ma la verità è che ci stanno spingendo fuori. Le locazioni sono altissime, è più conveniente per i proprietari affittare a turisti e studenti piuttosto che a famiglie residenti. Così il centro si spopola".
Alessandro, ogni giorno, lavora in piazza Santo Spirito e osserva il cambiamento del quartiere: "Tanti clienti storici se ne sono andati. Qualcuno è venuto a salutarci, ma ormai il centro non è più per loro. C’è chi paga 1.500 euro al mese per un buco, chi è costretto a trasferirsi fuori città. Gli stranieri che vengono per brevi periodi non comprano frutta e verdura come i residenti, prendono una banana, una susina. I piccoli negozi soffrono, è tutto concatenato. Noi siamo stati fortunati, ma tanti altri non hanno una via d’uscita".
La sua voce si fa amara quando parla del futuro: "Dicono che Firenze stia cambiando e che questo sia il prezzo da pagare per l’evoluzione. Ma la verità è che qui si rischia di radere al suolo l’identità della città. Bisognerebbe partire dagli affitti, calmierare i prezzi, aiutare le famiglie a restare. Noi non siamo contro il cambiamento, ma quantomeno si dovrebbe cercare un equilibrio". Perché senza residenti, senza chi la vive davvero, una città rischia di diventare solo una cartolina. Bella certo, ma pur sempre inanimata.
Rossella Conte