STEFANO BROGIONI E ILARIA ULIVELLI
Cronaca

Caso Astori, un altro medico indagato

Anche il prof Modesti nell’inchiesta bis oltre a Galanti e alla sua collaboratrice

Davide Astori (foto archivio)

Davide Astori (foto archivio)

Firenze, 13 luglio 2019 - Si ingigantisce il caos sulle visite mediche e sugli esami effettuati dal centro di medicina sportiva di Careggi a Davide Astori, il capitano della Fiorentina morto il 4 marzo dello scorso anno nella sua camera d’albergo a Udine.

C’è un altro indagato, ed è il direttore della Medicina sportiva di Careggi, Pietro Amedeo Modesti, nell’inchiesta che corre parallela al fascicolo aperto per omicidio colposo in cui sono finiti sotto indagine – per imperizia e negligenza – i medici che hanno rilasciato al calciatore il giudizio di idoneità allo sport agonistico, e cioè Giorgio Galanti e Francesco Stagno.

Nel fascicolo bis, nel mirino della procura, è finito il referto di un esame, lo «strain» che serve per accertare la contrattilità e la distensività del muscolo cardiaco che fra le carte non c’era e che, secondo l’ipotesi dell’accusa, sarebbe stato «fabbricato» per attestare un esame che non sarebbe stato effettuato o che, al tempo, non venne refertato. Un certificato che è stato presentato in procura, «apparentemente redatto» il 10 luglio 2017, in realtà prodotto «in una data anteriore o prossima al 10 aprile 2019».

Proprio in questa inchiesta, che vede già indagati il prof Galanti per falso materiale in atto pubblico e una sua stretta collaboratrice, Loira Toncelli, che lo avrebbe assecondato come «concorrente morale», si aggiunge il terzo indagato, il prof Modesti, succeduto a Galanti alla guida della Medicina sportiva di Careggi nel novembre scorso.

Il motivo? «Soppressione, distruzione e occultamento di atti veri», secondo la procura. Cioè? Che cosa avrebbe fatto il professor Modesti al quale, un paio di settimane fa, sono stati sequestrati i contenuti del computer personale, quello di Medicina sportiva e quelli del telefono cellulare? Si può ipotizzare che il calciatore sia stato effettivamente sottoposto allo «strain» nel luglio del 2017, come sostiene la difesa di Galanti, ma che la refertazione dell’esame sia stata effettuata solo successivamente e stampata dal computer della Medicina sportiva di Careggi.

Dunque perché Modesti? Secondo la procura sul certificato stampato dal computer dell’istituto di Ponte Nuovo sarebbe comparsa l’équipe della struttura oggi diretta da Modesti. Proprio lui, Modesti, del tutto estraneo agli eventi accaduti nel luglio 2017, accorgendosi di questo particolare, avrebbe tentato di distruggere il documento che però è arrivato in procura, «portato» da qualcuno che era presente in ospedale dopo aver assistito alla scena o recuperando, in qualche modo, il certificato che si era cercato di far sparire. Restano ancora da capire i contorni della vicenda. Perché il professor Galanti avrebbe voluto refertare un esame, lo «strain» che è del tutto irrilevante ai fini della concessione dell’idoneità allo sport agonistico? Perché il prof Modesti avrebbe tentato di distruggere un documento anziché far presente l’incongruità della data rispetto alla composizione dell’équipe nella quale lui è presente quale direttore di struttura? Lunedì i tre indagati sono stati convocati in procura per l’interrogatorio.