
Vittorio Cecchi Gori in tribuna d’onore al Franchi negli anni ’90
Firenze, 16 febbraio 2024 – «Caro Vittorio, lo sai che ti voglio bene e in tutti questi anni ci siamo sempre sentiti e visti. Tramite un comune amico ho notizie dirette dato che tu non puoi rispondere. Ti auguro di riprenderti e di rivederci presto. Un abbraccio".
Un abbraccio appunto. Virtuale eppure fortissimo quello che Giancarlo Antognoni, bandiera viola, ha voluto inviare all’ex presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori ancora ricoverato in terapia intensiva al policlinico Gemelli di Roma con insufficienza respiratoria.
Le sue condizioni, secondo quanto emerso ieri nonostante l’ospedale non abbia diffuso bollettini ufficiali sarebbero stazionarie. Cecchi Gori, oggi 82enne, è ricoverato dal l’inizio della settimana per l’aggravarsi delle sue condizioni. "Rita Rusic si era sentita con il professor Landi perché nel weekend Vittorio aveva accusato dei disturbi, con battiti cardiaci molto bassi e avevano preventivato lunedì un ricovero per accertamenti; quindi, la fortuna è stata che lui fosse già in ospedale, ma tra lunedì notte e martedì mattina c’è stata una crisi respiratoria che ha costretto i medici a trasferirlo in terapia intensiva", ha spiegato in queste ore Angelo Perrone, amico e storico collaboratore di Cecchi Gori.
Sui social non si contano gli ’in bocca al lupo’ e gli inviti a non mollare dei fiorentini nei confronti dell’ex patron viola che, nonostante la rovinosa parabola di inizio anni 2000 segnata dal fallimento della società costretta a ripartire dalla serie C2, è rimasto in città nei cuori di tanta gente. Furono settimane sportivamente dolorosissime per la città quelle che segnarono la fine della Fiorentina, poi rilanciata dalla famiglia Della Valle, e Cecchi Gori finì sul banco degli imputati con l’intera tifoseria in rivolta. Oggi però, con i ricordi e le malinconie addolcite dal tempo, resta nella memoria di tutti la grandissima Fiorentina che alla fine degli anni ’90 sfiorò adirittura uno scudetto con Batistuta e Rui Costa. Era una Fiorentina vulcanica e imprevedibile. Proprio come il suo presidente ricordato oggi con affetto.
E. Baldi