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Marco Pierobon
New York: sogno e ambizione, ritmo e modernità. Il Concerto di Carnevale dell’Orchestra della Toscana celebra in allegria la metropoli che più di ogni altra ha segnato l’immaginario musicale del Novecento con cinque nuove tappe: la prima oggi al Palazzo delle Esposizioni di Empoli; si replica domani al Teatro Comunale Garibaldi di Figline, il 1° marzo al Moderno di Grosseto, il 3 al Politeama di Poggibonsi e infine il 4 di nuovo a Firenze, al Teatro Verdi (21).
Sul podio, nella doppia veste di direttore e solista è Marco Pierobon, per dieci anni prima tromba nelle orchestre del Maggio Musicale Fiorentino e dell’Accademia di S. Cecilia. Il concerto è una celebrazione del mito di Broadway e del musical, cuore pulsante della Grande Mela, dove ogni nota è una storia, e ogni melodia un viaggio nel tempo e nello spazio, tra cinema, jazz e teatro musicale. Il programma è un tributo a tre giganti della composizione: l’oceano sconfinato e la promessa di una nuova vita risuonano nelle note che Ennio Morricone ha dedicato a "La leggenda del pianista sull’oceano", dove un grido squarcia il silenzio e il pianoforte si insinua come un’onda che trasporta il destino.
Poi le luci sfavillanti di Broadway si accendono con John Kander, autore di melodie seducenti e cariche di ironia, capaci di trasformare ogni canzone in un piccolo spettacolo dentro lo spettacolo: dal magnetismo di "All That Jazz" all’energia beffarda di "Cell Block Tango", passando per il sarcasmo e la teatralità di "We Both Reached for the Gun". Infine, New York si fa sinfonia con Gershwin, dove lo swing incontra l’orchestra e il jazz si fonde con la musica colta: da "Fascinating Rhythm" al Concerto in Fa, fino all’emozione travolgente delle pagine di Porgy and Bess. Un concerto che racconta la città che non dorme mai, con la sua musica fatta di luci e ombre, di euforia e malinconia.
Chiara Caselli