Le pagine più sensazionali della cronaca marsigliese sono senza dubbio quelle sullo spaccio dell’oppio, che danno alla nostra città la veste dell’avventura. Mentre migliaia di lavoratori levano le braccia salutando nella fatica quotidiana il trionfo del sole e del pane, una armata di uomini loschi, orientali e occidentali, si muovon guerra, nel cuore della notte, all’insegna della rousse e dell’hashish. C’è una coppia che mi addita due forestieri eleganti che seggono a un tavolo di questo rinomato caffè della Cannebière. Stasera la incontrsremo nella fumerie, dove vi condurrò. Lei è una attrice in voga, e lui è un personaggio della grossa politica; amano l’oppio e lo prediligono; cinque, sei volte l’anno vengono a Marsiglia. Nell’oppio essi dimenticano... Che? Quel che gli preme dimenticare. La maggioranza degli oppiomani si scusa dicendo che era necessario dintenticare. Oggi più che mai i ricchi, i privilegiati, i gloriosi sentono un gran bisogno di evadere e dal loro corpo e dal loro ambiente. Non si spiegherebbe altrimenti l’esodo di tanti signori potenti verso le fumeries di Marsiglia. I treni che vengono da Parigi sono sorvegliati. Poliziotti dal raro intuito fermano persone per arginare il contrabbando e il consumo dell’oppio. Ma per quanto siano abili, non possono evitare che in un solo giorno almeno cento chili di oppio e altrettanti di hashish giungano e, spariscano dalla nostra città. La lotta a fondo contro il vizio dà modesti risultati.. Se ieri era un paralitico che nascondeva nelle grucce il tesoro di Benaress, stamane è un’aquila dell’Himalaja che racchiude nel suo ventre dieci scatolette di foglie profumate. I cinesi di Shangai, di Hong-Kong, di Saigon lavorano con astuzia diabolica. L’anno scorso un gruppo di suore missionarie, sbarcando a Marsiglia, smarrirono le valige. La sera, le ritrovarono, intatte, nella loro camera d’albergo. Chi le ha prese? Chi le ha rimesse al loro posto? Voi viaggiate, con la coscienza serena e non sapete che i vostri bagagli nascondono hashish e rousse. Servirsi delle persone perbene, a loro insaputa: ecco la raffinatezza dei contrabbandieri cinesi Ma ora i missionari, che fino a un anno fa avevano l’ossessione dell’oppio, alla visita doganale della Joliette si affrettano a dire: Cercate bene nei nostri bagagli, non si sa mai: veniamo dalla Cina, paese del riso e dell’oppio. Perciò, se una vera battaglia si volesse impegnare contro i trafficanti, a Marsiglia, bisognerebbe anzitutto espellere tutta la colonia cinese. Impossibile. Gli dei dell’oppio trapianterebbero il loro stato maggiore a Parigi. Si dice anzi che il loro dio invisibile stia in una villa della riva sinistra della Senna. Ora dov’è? E’ arrivato ieri a Marsiglia; ma, come al solito, ripartirà per Parigi in settimana. Perchè non lo cacciate in prigione? Siete un bamboccio - risponde - ammettiamo il poliziotto, ridendo che per un colpo di testa, assurdo secondo me, lo si fermasse. L’operazione d’altronde impossibile, potrebbe riuscire a siccome il dio è più scaltro di noi, pagheremmo molto cara la gaffe del suo arresto-provvisorio, i nostri sospetti sulla sua autorevole persona non formano vere e proprie accuse. La polizia mette in prigione i piccoli dei, i quali, più che altro, ci fanno perdere quelle tracce che condurrebbero allo scandalo colossale. Cosi dicendo il poliziotto tace e se non mi dirà di più; non vuol compromettersi? Ditemi almeno dove si trova la sua casa. La sua casa molti la conoscono e perciò non mi rifiuto di indicarvela. Il "palazzo del comando". Nella mia vita, debbo molto ai camerieri. Nel 1919 fu un domestico.che mi fece conoscere Maria Sofia, ex-regina delle due Sicilie, allora residente a Neully, presso Parigi. Nel 1922 un cuoco mi introdusse fin nello studio di Clémenceau, Oggi, questo piccolo usciere di Cholon è riuscito a farmi pene- trare nel Palazzo di comando. Il suo padrone, tremendo dio del l’oppio e dell’hashish, aveva fatto sapere che ha bisogno di un segretario. Gliene occorre uno: di permanenza a Marsiglia, che avrebbe, fra gli altri compiti, quello di sorvegliare una villa con molti servi e di portare a spasso fino alle Bouches du Rhône, cinque cani.
CronacaCronaca nera di Marsiglia. Sulle tracce del "re dell’oppio" tra i misteri di Parigi e i blitz nei pressi del porto