ROSSELLA CONTE
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Cronaca

Dazi, una notte al telefono con i clienti: “In poche ore persi tanti ordini. Non resta che la cassa integrazione”

Massimiliano Martelli, titolare della Ima Freni: “Colpo durissimo, gli Usa pesano tanto nella nostra attività. Disdette immediate, tra due settimane dovremo fermare la produzione. A casa quattordici dipendenti”

Dazi, una notte al telefono con i clienti: “In poche ore persi tanti ordini. Non resta che la cassa integrazione”

Firenze, 4 aprile 2025 – Una notte passata al telefono, tra preoccupazione e incredulità. Massimiliano Martelli, titolare della IMA Freni, ha vissuto ore drammatiche dopo l’annuncio dell’applicazione dei dazi americani sui prodotti europei. “Gli Stati Uniti pesano per il 35% sulla nostra attività – racconta – In poche ore, abbiamo visto annullare ordini per 400 pezzi per un totale di decine di migliaia di euro. Un colpo durissimo”. Martelli guida un’azienda storica, specializzata nella produzione di freni e frizioni industriali, con venti dipendenti diretti e indiretti e una presenza consolidata in oltre 400 settori, dalla carta alla siderurgia. Ma oggi, il futuro della sua impresa è più incerto che mai.

“Abbiamo ricevuto disdette immediate e altre aziende con cui collaboriamo stanno bloccando la produzione. Il settore agroalimentare, i caseifici, tutto ciò che ha un movimento si basa sui nostri freni. Se il mercato si ferma, anche noi ci fermiamo”, apre le spalle. La crisi non riguarda solo la sua azienda, ma l’intero comparto della meccanica italiana, che si trova di fronte a una tempesta perfetta.

“Le nostre imprese già soffrono per il caro energia, che in Italia è già il più alto d’Europa. Con questi nuovi ostacoli commerciali, perdiamo completamente competitività”. Il problema si allarga a livello globale, con l’acciaio cinese che inonda il mercato europeo e le aziende italiane costrette a rincorrere costi sempre più alti.

“I nostri clienti esportano oltre il 60% dei loro beni” dice. La situazione è critica e Martelli già prevede misure drastiche: “Tra due settimane dovremo fermare la produzione e mettere in cassa integrazione quattordici dipendenti. Non c’è altra scelta”. Secondo le stime dell’imprenditore, le vendite caleranno almeno del 30% e l’unico modo per sopravvivere sarà abbattere i costi di produzione.

“Dobbiamo trovare un modo per trasformare questi dazi in un’opportunità, ma senza un intervento immediato sul costo dell’energia e del lavoro, sarà impossibile restare competitivi. Ripeto: la situazione è critica e molte aziende riportano, nonostante le poche ore dall’ufficialità, una netta contrazione degli ordini mentre altre stanno programmando chiusure prolungate per il periodo pasquale. Questo primo stop potrebbe rappresentare solo l’inizio di difficoltà finanziarie più profonde nei mesi successivi, con proiezioni poco ottimistiche”. Intanto, il comparto attende risposte dalle istituzioni e dalle associazioni di categoria: “Servono azioni concrete per difendere la meccanica italiana da una crisi che potrebbe lasciare cicatrici profonde. Le imprese non possono combattere da sole contro questi ostacoli. Se non si interviene subito, molte aziende non supereranno questa fase critica”.