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Dietrofront sui fratelli Conticini. L’accusa chiede l’assoluzione

La Procura di Firenze ha chiesto l'assoluzione per tutti gli imputati accusati di appropriazione indebita, autoriciclaggio e riciclaggio di fondi umanitari. Il pm ha ricostruito la vicenda, iniziata nel 2015, e ha smentito le affermazioni dell'ex premier Renzi. Sentenza attesa il 13 marzo 2024.

Dietrofront sui fratelli Conticini. L’accusa chiede l’assoluzione

FIRENZE

Dietro front dell’accusa nei confronti dei fratelli bolognesi Alessandro, Luca e Andrea Conticini, quest’ultimo marito della sorella di Matteo Renzi.

Al termine della sua requisitoria di ieri mattina, il pm Luca Turco, che aveva condotto anche l’indagine in cui veniva ipotizzata una sottrazione di fondi provenienti da organizzazioni umanitarie, ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati. I reati contestati andavano dall’appropriazione indebita e l’autoriciclaggio ad Alessandro e Luca Conticini e al riciclaggio ad Andrea Conticini. Le donazioni oggetto d’indagine provenivano da Fondazione Pulitzer tramite Operation Usa, Unicef e altri enti umanitari internazionali. La sentenza del giudice è attesa per il 13 marzo 2024.

Ieri, Turco ha fatto una lunga requisitoria, durante la quale ha ricostruito la vicenda, iniziata nel 2015, e ha voluto rispondere alle affermazioni dell’ex premier Renzi che nei suoi libri (“Contro corrente“ e “il Mostro“) aveva associato l’inchiesta a un tentativo di destabilizzarlo mentre si trovava al governo. Tuttavia, al momento delle conclusioni, il pubblico ministero ha precisato che nell’istruttoria non è emersa "oltre ogni ragionevole dubbio" la prova che i soldi siano stati sottratti alle finalità umanitarie. Nella prossima udienza, il 22 novembre, le difese, rappresentate tra gli altri dagli avvocati Lorenzo Pellegrini, Niccolò Bellagamba e Luca Bisori, ribadiranno che la Play Therapy Africa ha realizzato i progetti per cui aveva ricevuto i fondi.

Con la richiesta di rinvio a giudizio, Alessandro e Luca Conticini erano stati accusati di appropriazione indebita di 6,6 milioni di euro, parte dei 10 milioni donati da Fondazione Pulitzer alle organizzazioni no profit dello stesso Alessandro Conticini. La Procura inizialmente accusava, inoltre, Alessandro e Luca Conticini di autoriciclaggio, per aver impiegato parte dei 6,6 milioni di dollari per sottoscrivere nel settembre 2015 un prestito obbligazionario per 798.000 euro emesso dalla società Red Friar Private Equity Limited Guernsey, e per aver fatto un investimento immobiliare in Portogallo di 1.965.455 euro tra il 2015 e il 2017. Andrea Conticini era accusato anche di riciclaggio: in qualità di procuratore speciale del fratello Alessandro (procura speciale datata 30 dicembre 2010), nel 2011 avrebbe investito denaro in aziende.

ste.bro.