TERESA SCARCELLA
TERESA SCARCELLA
Cronaca

Discarica a Palazzuolo sul Senio: intervento di ripulitura in arrivo

La protezione civile organizza volontari per ripulire i corsi d'acqua Rovigo e Santerno dai rifiuti del '71.

Tonnellate di rifiuti hanno raggiunto il rio Rovigo dopo la frana del 14 marzo

Tonnellate di rifiuti hanno raggiunto il rio Rovigo dopo la frana del 14 marzo

di Teresa Scarcella

FIRENZUOLA

Due regioni alle prese con una discarica. Le tonnellate di rifiuti sversati nel ’71 nel comune di Palazzuolo sul Senio minacciano, cinquant’anni dopo, di compromettere luoghi che fino a poche settimane fa erano riusciti a rimanere incontaminati. Ripulirli non sarà un gioco da ragazzi. Lo dimostrano i tanti incontri e sopralluoghi che si sono susseguiti tra comuni, protezione civile, Arpat, Asl. L’ultimo martedì mattina, a Firenzuola, durante il quale è stato stabilito "come affrontare l’intervento di ripulitura dei corsi d’acqua interessati - spiega il sindaco Giampaolo Buti - ovvero Rovigo e Santerno".

Buti, liberare l’area dai rifiuti è la priorità comune. Come si procederà?

"La protezione civile regionale toscana sta organizzando delle colonne di volontari attrezzati, si chiamano così, che opereranno nelle zone accessibili. Il Comune di Firenzuola si occuperà della logistica, daremo vitto e alloggio. L’intervento partirà fra un po’ di giorni, quando la discarica verrà messa in sicurezza".

Cosa manca ancora?

"Stanno completando una strada sul territorio di Palazzuolo, per far accedere i mezzi meccanici, che arriva in fondo al torrente e lì bloccheranno i rifiuti".

E nelle zone impervie?

"Quelle sicuramente andranno affidate a ditte specializzate a lavorare in condizioni estreme".

Come si potrebbe intervenire?

"Tra le ipotesi c’è quella di rintracciare le vecchie piazze carbonaie, dove anticamente facevano il carbone, che sono degli spiazzi che potrebbero essere usati per posizionare i sacconi con i rifiuti dell’alveo, per poi portarli via con gli elicotteri. Oppure costruire una teleferica con cavi di acciaio e farli scorrere. Il progetto di intervento verrà fuori nei prossimi giorni".

Di che spesa parliamo?

"Non è stata quantificata, ma sicuramente sarà grossa".

Chi pagherà?

"La ripulitura di Rovigo e Santerno dovrebbe essere sostenuta economicamente dalla Regione Toscana, con i fondi dell’emergenza, ma il soggetto attuatore sarà Atersir (AgenziaTerritoriale dell’Emilia Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti ndr)".

Dipende tutto dal riconoscimento dall’emergenza nazionale, non ancora arrivato. Come state vivendo questo stallo?

"Ci preoccupa tanto. Ma io sono fiducioso, credo che verrà dichiarata, gli estremi ci sono. Se così non fosse sarebbe un problema".

E ricadrebbe sulle spalle gracili di piccoli comuni...

"È un’eredità pesante, completamente imprevista. Però dobbiamo fare questo sforzo perché parliamo di uno dei posti più puliti e limpidi del territorio, con una biodiversità particolare".

Ed è a rischio?

"Arpat ha già detto che non c’è inquinamento. Sono state ripetute le analisi sulle acque, quindi aspettiamo la relazione conclusiva per averne la certezza matematica".

Quanto ci vorrà?

"Ieri, a domanda specifica, mi è stato risposto massimo due settimane".

È una zona turistica, temete ricadute per il settore?

"È molto frequentata, soprattutto dalla primavera in poi. Le attività ricettive temono un calo del lavoro. È fondamentale iniziare la raccolta, perché da lì si potranno percepire i tempi della completa ripulitura. Mi dispiace che il volontariato amatoriale - diciamo così - sia stato fermato. Ma si è deciso di seguire la linea della prudenza, con cui sono d’accordo. Vedremo più avanti".