STEFANO BROGIONI
Cronaca

Eni, ok ai risarcimenti. Soldi ai parenti delle vittime

Morirono in cinque. In attesa del processo il colosso degli idrocarburi si muove. Contattati anche feriti e aziende danneggiate. Borse di studio per gli orfani.

L’incendio al deposito Eni di Calenzano

L’incendio al deposito Eni di Calenzano

di Stefano Brogioni

FIRENZE

Da una parte l’inchiesta, che culminerà il 9 maggio nell’avvio dell’incidente probatorio sulle dinamiche del disastro. Dall’altra, la partita dei risarcimenti, già giunta in "fase avanzata", con i parenti dei deceduti o direttamente con chi, nell’esplosione al deposito Eni di Calenzano dello scorso dicembre, è rimasto ferito, anche gravemente. Ora che la procura di Prato ha scoperto le carte dell’indagine per l’incidente in cui hanno perso la vita cinque persone, il colosso degli idrocarburi si muove per gli indennizzi, anche nell’ottica processuale.

I legali dei parenti delle vittime hanno già ricevuto le lettere da parte di Eni per l’avvio di una trattativa individuale mirata ai ristori. Un’iniziativa che, fa sapere Eni, è stata intrapresa "indipendentemente da eventuali responsabilità che dovessero essere accertate dalla magistratura". Previsti anche progetti, come borse di studio, per gli orfani. Colloqui in corso anche con le 28 persone rimaste ferite. Sono già iniziati, sotto il coordinamento del Comune di Calenzano, i risarcimenti ad aziende e cittadini che hanno subito danni agli immobili per l’effetto del violento spostamento d’aria.

Sono state infatti cinque, in rapidissima successione, le esplosioni che si sono succedute nell’impianto di via Erbosa, dove la mattina dello scorso 9 dicembre erano in piena attività sia il carico delle autocisterne, che un intervento di adeguamento di una linea di distribuzione di carburante, da benzina a diesel Hvo di ultima generazione.

Secondo quanto accertato dalla procura di Prato - che ha chiesto e ottenuto un incidente probatorio - fatali sono stati errori e sottovalutazioni di quei lavori. Meccanici della ditta Sergen vennero investiti da 33 secondi di fuoriuscita di benzina dalla conduttura su cui stavano lavorando. Il motore caldo di un carrello elevatore acceso avrebbe fatto da innesco alla nube esplosiva. La deflagrazione è stata devastante. E non ci fu niente da fare per tre autisti di cisterna (Davide Baronti, 49 anni, Vincenzo Martinelli 51, Carmelo Corso, 57) e due addetti alla manutenzione (Gerardo Pepe, 45 anni, Franco Cirelli, 45 anni).