
Nessun accordo tra Qf e sindacati: a rischio 121 lavoratori ex Gkn. Attesa per il Tribunale di Firenze.
di Pier Francesco NestiCAMPIEx Gkn, niente accordo fra azienda a sindacati: da oggi possono arrivare le lettere di licenziamento. C’era grande attesa per la data di ieri, che segnava la fine della procedura di mobilità per i lavoratori dello stabilimento di viale Fratelli Cervi. Per questo era stato convocato in Regione il tavolo istituzionale per discutere e cercare una soluzione per tutelare il sito industriale e i posti di lavoro. Ma, in attesa del pronunciamento del Tribunale di Firenze, che si è preso altri quindici giorni di tempo, la procedura di ammissione al concordato di Qf è ancora pendente e con essa la definizione dei diritti, a partire dagli stipendi, dei 121 lavoratori ancora in forza alla ex Gkn. All’incontro di ieri, a cui hanno partecipato i rappresentanti di Qf (il liquidatore Gianluca Franchi) e i sindacati, Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali del presidente Giani, ha chiesto una proroga dei termini prima di procedere con i licenziamenti. Qf ha rifiutato e il tavolo tecnico di fatto è saltato. Da qui la decisione, come spiegato dallo stesso Fabiani, di "scrivere al Mimit e al Ministero del lavoro per segnalare il mancato rispetto di una legge dello Stato, del cosiddetto decreto antidelocalizzazioni che in questo caso fu prescritto a Qf dal Tribunale del lavoro di Firenze, che prevede una precisa procedura".
E ancora: "Abbiamo vissuto una giornata drammatica, ma non lasceremo da soli i lavoratori, sia attraverso il consorzio industriale il cui iter prosegue, anche con il supporto alla cooperativa dei lavoratori, sia attraverso un piano per la ricollocazione che metteremo a disposizione con i Centri per l’impiego e tutti gli strumenti di cui disponiamo come Regione". Tutto questo all’inizio di una settimana che comunque si preannuncia calda e che si concluderà il 5 aprile alle 18 quando, dallo stabilimento, partirà il corteo ‘Siamo pubblica utilità’ diretto verso il centro di Campi: "L’iter per la costituzione del consorzio – dicono dal Collettivo di fabbrica – è stato avviato e i primi soggetti che dovranno entrare in questa nuova realtà sono i Comuni della Piana". "L’azienda – queste invece le parole del liquidatore Gianluca Franchi -– avrebbe voluto formulare una proposta economica per accompagnare i dipendenti successivamente al licenziamento collettivo, ma le rappresentanze sindacali hanno abbandonato la riunione dichiarando di non essere disposte ad ascoltare alcuna proposta in merito. Che prevedeva, fra le altre, il riconoscimento e, quindi, il pagamento di importi pari alle retribuzioni dal 1 gennaio 2024 al 31 marzo 2025 oltre all’indennità di preavviso".
Indignata la Fiom Cgil: "Non c’erano le condizioni per ascoltare nessuna proposta, proprio perché mancanti i presupposti per affrontare la discussione, ovvero la chiarezza delle spettanze e la bancabilità dei soggetti che finanziano l’operazione". Il 18 marzo, infatti, era la data inizialmente ipotizzata per presentare il suddetto piano: "Ciò non è avvenuto, per questo la Regione ha chiesto all’azienda di illustrarne i contenuti, ma la dirigenza di Qf si è rifiutata. La Regione ha chiesto allora di concedere una proroga e rinviare i licenziamenti, ma ha respinto anche questa richiesta, motivando la scelta con la già avvenuta chiusura dei conti al 31 marzo e la necessità di rispettare i tempi previsti dal piano e che non intendono modificare. Per avere certezza del credito spettante ai lavoratori li abbiamo esortati a fornirci le buste paga e a darci evidenza dei soggetti che devono finanziare il debito prodotto da Qf con relativa bancabilità. Ennesimo diniego. Da domani potrebbero arrivare 121 lettere di licenziamento: inviteremo i lavoratori a impugnarle". Lo ha ribadito anche Andrea Stramaccia, legale di Fiom Cgil: "Saremo irremovibili e impugneremo tutti i licenziamenti".