
Sono ancora tante le attività che non sono in regola con il Cin
di Antonio PassaneseFIRENZEUna struttura ricettiva ogni cinque, a Firenze, risulta fuori legge. Nonostante dal 1° gennaio, per gli imprenditori degli affitti turistici, sia obbligatorio dotarsi del Codice identificativo nazionale, risulta che nel capoluogo che lo abbiano richiesto e ottenuto sono solo in 18.205 contro le 23.131 strutture registrate su siti specializzati e portali. Insomma, in una ipotetica classifica sulle città d’arte più virtuose, Firenze si piazza agli ultimi posti con il 78,74% di Cin assegnati (un mese fa eravamo al 75%). Il Codice, come prescrivono le norme nazionali, deve essere esposto all’esterno dell’immobile (su targhe, targhette e insegne), rispettando eventuali vincoli paesaggistici, urbanistici o regolamenti condominiali, e deve essere chiaramente visibile. E per ogni mancata attivazione o esposizione sono previste multe da 500 a 8mila euro.
Ne sa qualcosa la proprietaria di un appartamento del centro che si è vista recapitare, nei giorni scorsi, una contravvenzione da mille euro per non aver riportato il numero di registrazione fornitole dal ministero del Turismo. Tornando alla nostra classifica, va segnalato che ci sono città in cui i Cin rilasciati arrivano (e talvolta superano) il 90%. Siena, per restare in Toscana, è al 94% mentre Arezzo è al 90%, ma Bologna è all’84%, Venezia al 92,62% di Cin acquisiti, Roma è al 80,50%, Napoli al 93,29%, Palermo 88,50% e Milano all’82,29%.
Torino, invece, è quasi sulla stessa scia di Firenze, con un 79,48%. I dati appena citati sono riportati (e dunque sono di facile consultazione) sulla Banca Dati delle Strutture ricettive del governo italiano che quotidianamente aggiorna numeri e percentuali.
Palazzo Vecchio, che sul fronte affitti turistici sta conducendo una battaglia su legalità e sicurezza, dopo la guerra alle keybox ha chiesto alla Polizia municipale di scovare i furbetti del Cin e sanzionarli così come prevede la legge. Pugno duro e nessuno sconto, insomma, verso i cinquemila B&B abusivi del centro e della periferia che non hanno richiesto il Codice identificativo probabilmente per continuare a navigare nel ’nero’.
"Sono soddisfatto del lavoro che è stato fatto dalla Municipale, che ringrazio – il commento dell’assessore al Turismo, Jacopo Vicini – È stato un lavoro importante, avevano stimato circa quattrocento keybox, una gran parte sono state rimosse in autonomia, una parte le hanno dovute rimuovere gli agenti. Adesso inizieranno da un lato gli interventi anche fuori area Unesco, dall’altra gli interventi che permetteranno di collegare i proprietari delle keybox rimosse. Non solo, prenderà avvio anche il lavoro sui Cin. C’è l’obbligo di esporre il Codice identificativo nazionale e adesso inizieremo a fare i controlli affinché questo obbligo sia rispettato".