ALESSANDRO PISTOLESI
Cronaca

Frana e discarica seppellita: analisi Arpae rassicurano sulla qualità delle acque del Santerno

Le analisi Arpae confermano che la qualità delle acque del Santerno non è compromessa dalla frana della discarica.

La discarica riemersa dopo una frana con. i rifiuti finiti nel torrente Rovigo

La discarica riemersa dopo una frana con. i rifiuti finiti nel torrente Rovigo

Dopo giorni di tensione e timori finalmente un primo sospiro di sollievo. La discarica seppellita 54 anni fa e riemersa dopo una frana provocata dall’alluvione di metà marzo ha gettato nello sconforto i residenti di Palazzuolo sul Senio e Firenzuola, oltre a tutti coloro che almeno una volta hanno visitato quella che fino a poco tempo fa era considerata una delle valli più incontaminate dell’Appennino. Gli sversamenti di rifiuti nel torrente Rovigo e poi nel fiume Santerno avevano fatto pensare al peggio. I risultati delle analisi effettuate da Arpae sul campione di acqua prelevato il 28 marzo nel fiume Santerno, in prossimità della località Valsalva (nel comune bolognese di Castel del Rio) sembrano però dare segnali incoraggianti.

I test infatti risultano in linea con i dati storici di qualità delle acque relativi alle stazioni della rete di monitoraggio situate lungo l’asta del corso d’acqua. "Sono escluse pertanto – si legge in una nota diffusa da Arpae – al momento variazioni della qualità delle acque del Santerno in seguito all’emergenza causata dalla frana che ha interessato una discarica di rifiuti a Palazzuolo sul Senio, con sversamento nel rio Rovigo". E poi ancora: "Il parametro ’solidi sospesi’ (indice della torbidità dell’acqua) è risultato coerente con la condizione di piovosità dei giorni precedenti al campionamento. I parametri correlabili a inquinamento di origine antropica (ad esempio idrocarburi policiclici aromatici, composti organoalogenati e metalli pesanti) sono tutti al di sotto dei limiti di quantificazione".

Nella giornata di ieri Arpae Emilia-Romagna, in accordo con Arpa Toscana (Arpat), ha effettuato un’ispezione della zona interessata con l’ausilio di droni per poter avere una visione completa dello stato dei luoghi, calcolare i volumi dei rifiuti interessati dalla frana e mapparne la presenza nei corpi idrici interessati.

I piloti di Arpae hanno utilizzato due droni di proprietà di Arpae, dividendosi in due squadre. Una squadra ha operato in territorio toscano con il supporto dei tecnici Arpat. I dati acquisiti con i droni saranno elaborati da Arpat e Arpae Emilia-Romagna per stimare il volume di rifiuti crollato con la frana e identificare i punti più impattati. I dati saranno utili anche a verificare il contenimento del sistema tramite reti installate lungo i corsi d’acqua. L’altra squadra ha operato in territorio emiliano-romagnolo. I tecnici hanno acquisito immagini fotografiche in otto punti diversi lungo l’asta del Santerno. I rilievi confermano quanto verificato nel corso del sopralluogo del 28 marzo, con una sostanziale assenza di rifiuti sulle sponde. Risultati confortanti dunque, che fanno seguito ai primi accertamenti di Arpat secondo i quali non si ravvisava "la necessità di interventi di decontaminazione o di messa in sicurezza urgente delle aree raggiunte dai rifiuti dispersi". Nuovi esami, a monte e a valle rispetto alla frana, saranno eseguiti anche nella prossima settimana.