
Per la maggior parte degli esercenti "è inutile arrestare i ladri, tanto il giorno dopo sono già in strada". C’è anche chi pensa di tornare al passato: "Ormai il bandone mi sembra l’unica difesa possibile". .
FIRENZELa paura si trasforma in rabbia tra i commercianti fiorentini, ormai bersaglio di una nuova ondata di furti con spaccata. La città sta vivendo un’escalation di colpi che, oltre ai danni economici, sta minando la sicurezza e la fiducia di chi lavora ogni giorno dietro a una vetrina. Le richieste di aiuto si fanno sempre più forti: più controlli, più pattuglie e soluzioni concrete. Ma il dato più preoccupante è che in tanti vedono come unica via d’uscita il ritorno ai bandoni, una misura che per altri suona come una sconfitta.
"Ho speso 8mila euro per installare i cancelli e ho risolto. Da un anno e mezzo non ho più sgradite visite. Le telecamere? Non servono a nulla. Sono entrati cinque volte e hanno pure sorriso davanti alle telecamere. Qui si ruba per pochi spiccioli, ma i danni sono enormi", racconta Maurizio Merico, titolare del Bar Arcobaleno di via Alamanni che ha vissuto sulla propria pelle il dramma delle spaccate. La sensazione di impotenza è diffusa. "Servono più controlli senza dubbio ma credo che sarebbe il caso di tornare ai bandoni. Certo, dà un senso di chiusura, ma è l’unico modo per difendersi. Una volta non era così, oggi invece i delinquenti si muovono in totale libertà e per fare una spaccata bastano pochissimi secondi", spiega Fabrizio Carabba, presidente dell’associazione Borgo Ognissanti, una delle strade più colpite in città dal fenomeno.
Se Raffaele Madeo, socio di Pizzaman Firenze, che ha subito due furti nella sede di via del Sansovino, insiste sulla necessità di un maggiore presidio ("Le telecamere e le cancellate aiutano, ma la presenza fisica delle forze dell’ordine è fondamentale. Anche una semplice luce accesa può essere un deterrente", le sue parole), Massimo Manuali, storico tabaccaio di piazza della Libertà, dopo l’ennesimo furto, è amareggiato: "Ho dovuto cambiare il distributore di sigarette, ho speso 13mila euro. Assurdo. E lo sto ancora finendo di pagare. Ma come si fermano queste bande? Con controlli continui e leggi più severe. Altrimenti il giorno dopo sono di nuovo fuori e ce li ritroviamo di nuovo a delinquere".
"Troppi furti, troppi tentativi. E il problema è che c’è sempre meno sicurezza. La gente ha paura", dice Lelia Righi, titolare del forno Le Delizie del Mattino di via Ferdinando Paoletti. Che aggiunge una richiesta precisa: "Perché si coprono i volti di chi commette reati? Bisognerebbe mostrarli, così sappiamo chi abbiamo davanti". Il problema dell’illuminazione è un altro punto critico. "Nel buio è più facile nascondersi e colpire. Servono più controlli e più luce" sottolinea Claudio Landi di Renato Coiffeur.
"Purtroppo queste persone si sentono impunite. Nei negozi non ci sono soldi, rubano pochi spiccioli o qualcosa da mangiare. Ma il danno per noi commercianti è devastante". L’esasperazione cresce. Il malcontento si fa strada tra chi ha subito furti ripetuti e chi ha dovuto sborsare migliaia di euro per difendersi. I commercianti chiedono risposte immediate: più controlli, più illuminazione e strumenti di difesa efficaci. Perché è indubbio che questo fenomeno, soprattutto in alcuni quartieri, abbia visto una recrudescenza.
Ross.Co.