DISANDRA NISTRI
Cronaca

Il teatro nasce tra i banchi di scuola. L’opera degli alunni fa il giro d’Italia

Gli studenti della Cavalcanti sono arrivati quarti al noto concorso di drammaturgia Michele Mazzella

Il teatro nasce tra i banchi di scuola. L’opera degli alunni fa il giro d’Italia

Il teatro nasce tra i banchi di scuola. L’opera degli alunni fa il giro d’Italia

di Sandra Nistri

Far tornare sui banchi giovani adolescenti dopo la fine della scuola rinunciando alle uscite con gli amici? Missione impossibile, o quasi. Eppure, l’impresa è riuscita alla scuola di secondaria di primo grado Cavalcanti dove un nutrito gruppo di studenti, di classi diverse, dalla prima alla terza, è rientrato ‘in classe’ due settimane, nel giugno scorso, ad anno scolastico già terminato per un progetto particolare. L’obiettivo, alla fine raggiunto brillantemente, era infatti quello di scrivere un testo teatrale per il 19esimo concorso nazionale di drammaturgia Michele Mazzella, uno dei premi più importanti dedicati alla drammaturgia per ragazzi destinato a studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado che, ogni anno, riceve un numero altissimo di ‘copioni’.

Quello dei giovani studenti sestesi, dal titolo "La stanza", fra l’altro, ha ricevuto grandi consensi ottenendo il quarto posto assoluto e i ragazzi, con i loro insegnanti, saranno il 6 novembre a Roma, al Teatro Ghione, per ritirare il premio. Più che il risultato, però, il vero successo è stata la coesione e collaborazione all’interno del gruppo per il progetto coordinato dalla professoressa Barbara Banchi e dall’attore Antonio Perrone: "La cosa bella – racconta proprio Perrone – è stata che i ragazzi, dopo un primo momento in cui sembravano soffrire il ritorno a scuola e il dover seguire certe regole anche a scuola finita si sono entusiasmati e tutti hanno dato il loro contributo, suggerendo scenari e soluzioni diverse, tanto che spesso è stato difficile trovare un equilibrio tra i pensieri diversi. L’idea, non nuova certamente, è quella di due personaggi che abbiamo chiamato A e B che dialogano in una stanza senza finestre e poi si trovano a interagire con un terzo personaggio C, è un testo a più livelli con un livello anche onirico".

Nel lavoro dei ragazzi della Cavalcanti non ci sono riferimenti espliciti ma in alcuni punti lo scenario potrebbe essere quello di una guerra oppure di una pandemia mentre voluta è la citazione di Boccaccio per il fatto che i personaggi trascorrono il tempo raccontandosi storie, come nel Decameron. "La sfida in questo caso era duplice – commenta il Dirigente scolastico Rodolfo Sarli – tenere aperta la scuola oltre il tempo classico coinvolgendo i ragazzi dando a tutti la possibilità di esprimersi ed è stata centrata".