GIOVANNI BALLERINI
Cronaca

Joan Thiele arriva in città: "Sanremo? Un frullatore"

Centinaia di fan alla libreria di piazza della Repubblica per incontrare ’Joanita’. La cantautrice: "Il fiorentino Umiliani? Uno dei più grandi compositori".

La cantautrice Joan Thiele arriva in città, reduce dell’esperienza sanremese

La cantautrice Joan Thiele arriva in città, reduce dell’esperienza sanremese

"Sto bene, sono in ripresa dopo quella specie di frullatore che è stato Sanremo. Un luogo in cui sembra di non avere avuto un passato, né un presente, né un futuro. Quando si è là, si è dentro a una bolla dove non si capisce nulla. È stata un’esperienza abbastanza forte". Una fila corposa, ma ordinata di fan attendeva ieri pomeriggio davanti alla Feltrinelli Red di piazza della Repubblica l’arrivo di Joan Thiele. La 33enne cantautrice di Desenzano del Garda (ma cresciuta tra Colombia, Canada, Caraibi, Inghilterra e Italia) è stata la prima star della kermesse canora a fare capolino a Firenze per abbracciare il suo pubblico e firmare le copie del nuovo album ’Joanita’, in cui c’è una continua alternanza fra soffici episodi e intense eruzioni di note. Fra le 14 tracce brilla il brano dal piacevole e ammaliante retrogusto vintage con cui ha calcato l’iconico palco dell’Ariston. Si chiama, come è noto ’Eco’ e sta spopolando nelle radio, ma la cantautrice ha chiesto appena entrata in libreria di sfumare la musica. Una cortesia rivolta ai circa 150 presenti (di ogni età) e un modo per lasciare spazio alle parole, all’abbraccio che ha tenuto a dare al pubblico fiorentino. "Dovete sapere che Sanremo è stata un’esperienza completamente inaspettata, perché non mi aspettavo di essere presa. L’ho scoperto quella domenica al tg, quindi è stata ’ wow’ – confessa Alessandra Joan Thiele, per tutti solo Joan Thiele –. Ero molto contenta perché volevo portare ’Eco’, che faceva parte di questo puzzle di ’Joanita’, un album a cui ho lavorato per tre anni, ci ho messo tanto, mi sono presa il tempo con anche i lati positivi e negativi, di dirsi che ho bisogno di vivere, ho bisogno di capire delle cose di me e di fare un album che possa essere sincero al 100%, in cui le persone possano sentire questa cosa. E poi come dico sempre, per me la musica è una specie di terapia, quindi ogni volta che scrivo guarisco un po’ e piano piano racconto delle cose".

Fra i tanti spunti dell’incontro uno dedicato a un fiorentino famoso, il compositore, polistrumentista e direttore d’orchestra Piero Umiliani, famoso per le colonne sonore. "È stato uno dei più grandi. Tra l’altro ero stata qui quando hanno fatto la targa dedicata a lui con la sua famiglia, e l’amore per lui è nato un paio di anni fa perché mi sono completamente innamorata dell’album ’La legge dei gangster’ e da lì ho iniziato un po’ a approfondire tutta la sua discografia. fino a che nel 2020, ho fatto un sogno in cui lavoravo con lui in studio. Ho conosciuto la sua famiglia: si è creata subito questa connessione bellissima, e mi hanno chiesto di scegliere dei suoi brani da rientrepretare. Alcuni, come quello che è diventato ’Acqua blu’ fanno parte di questo disco".