
La prima cittadina accompagna la Municipale nel blitz: già fatte sparire 14 scatoline fuori regola. L’annuncio: "Nei prossimi giorni azioni in periferia". E una coppietta resta chiusa fuori in diretta. .
di Rossella Conte
Quattordici delle circa 400 keybox censite nel centro prima dell’entrata in vigore del divieto sono state rimosse. Le cassette per le chiavi degli affitti brevi, spesso nascoste nei pressi dei garage o appese a ganci vicino ai portoni, sono finite sotto la lente dell’amministrazione comunale, che ha dato il via alla rimozione. Un terzo delle keybox rimane ancora fuori regola. Il primo giro di controlli è partito ieri a mezzogiorno, con la sindaca Sara Funaro e l’assessore al Turismo, Jacopo Vicini, in prima linea, accompagnati dal presidente del Quartiere 1, Mirco Rufilli, e dalla polizia municipale. Una vera e propria caccia ai furbetti, partita da via de’ Cimatori, dove una keybox era appesa accanto a un gancio. Gli agenti, dotati degli strumenti necessari, l’hanno rimossa immediatamente, tra gli sguardi curiosi dei passanti. Poi il gruppo si è spostato in via della Lambertesca, dove la sorpresa è stata notevole: tre keybox affiancate nei pressi di un palazzo, un vero e proprio hub improvvisato per gli affitti brevi. Poco più avanti, un’altra keybox era stata posizionata vicino a un garage. Dentro, la chiave di un appartamento che, con tutta probabilità, si trovava proprio di fronte.
Un trucco ben studiato per schivare i controlli, ma che non è sfuggito alla task force del Comune. E proprio mentre la squadra era al lavoro, è accaduto un episodio emblematico: alcuni turisti, spaesati, si aggiravano davanti a un portone, cercando qualcosa con lo sguardo. Quando l’assessore Vicini ha chiesto loro se avessero bisogno di aiuto, la risposta è stata chiara: cercavano la keybox del loro alloggio. Peccato fosse stata appena rimossa. "Guardi – ha detto uno di loro, mostrando il telefono – il proprietario ci ha mandato questa foto con la posizione esatta".
L’immagine mostrava la cassetta che era stata smontata. "L’attenzione sarà massima nel rimuovere e continuare a controllare" dice la sindaca Funaro, sottolineando come questa sia solo una delle molte azioni che l’amministrazione intende portare avanti. "Abbiamo annunciato questo provvedimento a novembre – aggiunge l’assessore Vicini – e dato tutto il tempo necessario per adeguarsi. Abbiamo anche concesso 10 giorni in più, ma siamo costretti a intervenire per rimuovere le keybox e sanzionare chi non ha rispettato le regole". Leonardo Magnolfi, commissario della Municipale, ha spiegato che l’operazione è partita dal centro, ma si estenderà anche alle altre zone dove è stata segnalata presenza significativa di keybox. "Abbiamo già ricevuto segnalazioni su alcune zone degli altri quartieri e interverremo nelle aree dove il fenomeno è più diffuso, servendoci anche dell’intelligenza artificiale". La sanzione prevista è di 400 euro per l’esposizione di una keybox su strada pubblica. Tuttavia, se lo strumento viene usato per aggirare la normativa che impone il riconoscimento degli ospiti, la violazione assume carattere penale, con l’arresto del trasgressore (caso limite) e un’ammenda prevista dall’articolo 109 del Tulps. "Abbiamo saputo di soluzioni alternative – prosegue Funaro – con tentativi di spostare le keybox all’interno degli edifici. Su questo sarà necessario un coordinamento con i proprietari e gli amministratori di condominio, perché non si possono aggirare le regole. Portarle all’interno degli edifici significa eludere l’obbligo di riconoscimento in presenza". La sindaca ha ricordato che "il ministro Piantedosi, quando si sollevò il tema delle keybox, fece immediatamente emergere la circolare che diceva già che c’è una normativa che prevede il riconoscimento de visu, e di conseguenza un divieto, per cui il segnale da questo punto di vista è stato dato. L’auspicio è che non vengano trovate scappatoie a livello nazionale".