
Keybox ancora presenti in città: continuano i controlli e le rimozioni
di Antonio Passanese
FIRENZE
Tutte le keybox rimosse e sequestrate dalla Polizia municipale finiranno in un deposito. In attesa che qualcuno le reclami. Cosa che molto probabilmente non avverrà mai visto che al legittimo proprietario, oltre al lucchetto, verrà consegnata anche una multa da 400 euro per non aver rispettato la norma (e nei confronti dell’host partirà pure una verifica fiscale ed edilizia). Intanto, gli agenti del Nucleo amministrativo stanno catalogando una a una le piccole casseforti (ognuna di queste viene conservata in una busta, sigillata e munita di codice identificativo che finisce su un apposito registro): ieri ne sono state ritrovate dieci, che vanno ad aggiungersi alle 14 del giorno precedente, ma un bilancio più preciso arriverà nel fine settimana. Le keybox da rimuovere sarebbero poco meno di 200 (a fronte delle 400 presenti in ogni angolo della città prima che il divieto imposto dalla giunta Funaro entrasse in vigore).
Agenti e tecnici muniti di flex e tenaglie stanno girando in lungo e in largo l’area Unesco: da via Lambertesca a Borgo Santa Croce passando per via dei Neri. Di sicuro, il quartiere con la maggiore incidenza è l’Oltrarno, seguito da Santa Croce e Sant’Ambrogio. Ma quali sono le strade dove le keybox sono ancora presenti? In via Guelfa se ne contano diciassette compreso i famigerati tastierini, stesso numero in via dei Pilastri. E poi, via dei Pepi (14), Borgo Allegri (13), via Ghibellina (15), via dell’Agnolo (10). E l’elenco sarebbe molto più lungo. Vengono trovate ovunque: perfino ’allucchettate’ alle biciclette.
"Le tronchesi che tagliano le key box sono un bene". Massimo Torelli, animatore e portavoce di Salviamo Firenze, benedice l’operazione condotta martedì dalla sindaca. Del resto, è proprio il comitato che lo scorso novembre ha costretto media e istituzioni a puntare i fari sulle microcassette di sicurezza disseminate in città. Un simbolo, per gli attivisti, non solo della dilagante presa degli affitti brevi, ma anche della “svendita della città”. E’ così che è arrivato il loro ‘cerotto rosso’, la X adesiva appiccicata sulle key box che nel breve ha fatto il giro d’Italia.
Esprime invece perplessità Confedilizia Firenze che, senza entrare nel merito del provvedimento, definisce le rimozioni "discutibili" perché "si interviene sulla proprietà privata. Diverso sarebbe stato se, dopo la notifica dell’intimazione alla rimozione, in assenza di risposta o di ricorso, si fosse provveduto all’esecuzione", dice il presidente Gianfranco Ghilardi. Per Confedilizia Firenze, non si può intervenire su un tema così complesso con provvedimenti non armonici e affrettati.
"Scelte di questo tipo hanno creato anche disparità nei diritti dei cittadini, come, ad esempio, la sperequazione dei valori immobiliari tra chi era dotato di CIN prima della delibera sulla limitazione degli affitti brevi nel centro di Firenze e chi no".