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Sara Innocenti, guida turistica e content creator. Dal 2017 racconta la sua città sui social e dal vivo
di Teresa Scarcella
Gioie e dolori di una delle città più amate dai turisti: Firenze. È accogliente tanto quanto affascinante? Lo abbiamo chiesto a Sara Innocenti, guida turistica e content creator che dal 2017 collabora con varie realtà del territorio.
È diventata così cara Firenze?"Il Covid è stato senza dubbio un momento di rottura, c’è un prima e un dopo. Come per tutte le città che vivono di turismo, anche Firenze ha subito un aumento dei costi. Dopo due anni di stop, la ripartenza è stata necessariamente forte".
Quali potrebbero essere le città più simili?"Se si parla di turismo, la paragono a Roma, Venezia, Parigi. Dal punto di vista dei cittadini, invece, credo che Firenze sia unica. È sicuramente cara, ma più vivibile delle città ’sorelle’".
Vivibile, ma vittima dell’overtourism..."Indubbiamente è presa d’assalto da un turismo poco controllato e che contribuisce a non renderla così vivibile come potrebbe essere".
Qual è l’identikit del turista con cui lavora?"Io ho a che fare con piccole famiglie, coppie, sia straniere che italiane, che scelgono di fermarsi qualche giorno e quindi contribuiscono all’economia cittadina. È un turismo più consapevole".
Visitano i luoghi classici?"Dipende. Il turista americano che sta 3-5 giorni, si concentra sui luoghi standard. Il turista italiano, invece, sceglie cose meno standard e visite tematiche: alla scoperta della storia dei Medici, o dei modi di dire, degli scorci particolari. Anche molti fiorentini li fanno".
Dove dormono? Alberghi o b&b?"Generalmente il turista straniero sta in hotel, al massimo in un b&b o in appartamento in Oltrarno se scelgono una Firenze più decentrata".
Dormire in hotel è dispendioso?"Bisognerebbe chiedersi: rispetto a cosa? Dovremmo prendere ad esempio anche altre città simili a Firenze. Se la paragoniamo ancora a Roma, Venezia, o alla Costiera Amalfitana, i prezzi sono in linea. Che poi si siano alzati su tutto il territorio nazionale è un dato di fatto. Soprattutto in quelle zone che risentono molto della stagionalità. Anche se c’è da dire che Firenze ne risente sempre meno, prima il mese di febbraio era un periodo morto, ora non più. Ma i mesi clou rimangono quelli noti. Il punto è che la città ha un numero limitato di alberghi".
Questo può favorire la tendenza degli affitti brevi?"C’è da dire che il cittadino che lascia il centro e ha in mano un potenziale, decide di sfruttarlo. Sicuramente ora c’è diversificazione, anche se quelli in centro non è che costano molto meno rispetto agli hotel".
Ma lo spopolamento del centro a favore della ricettività, piace al turista?"Un po’ inibisce. Il turista che viene da me vuole conoscere la città nelle sue tradizioni. Secondo me ci troviamo su una curva che andrà nel tempo scemando, questa frenesia passerà".
I turisti si lamentano mai di qualcosa? In cosa si potrebbe migliorare?"Chi viene in alta stagione si lamenta della folla, così come il cittadino, sia per le strade che nei musei. Ne va della fruibilità dei luoghi, che le persone non riescono a godersi realmente. Si ritorna alla questione di prima, si dovrebbe puntare su un turismo di qualità, che va oltre la semplice passeggiata in centro".
In conclusione, Firenze è cara o sostenibile?"Da 1 a 10 è cara 7 e mezzo. Tiene il passo delle altre. Sulla sostenibilità ci sarebbe da dire altro".
Ovvero?"La mobilità è uno dei punti dolenti. Per esempio, chi viene in città per partecipare ad eventi e iniziative sportive, non è interessato all’hotel in centro. Dovrebbe quindi avere la possibilità di poter usufruire delle strutture in periferia. Ci vorrebbero collegamenti più rapidi, la città dovrebbe aprirsi di più alle periferie, in questo modo si alleggerisce il centro e si distribuisce il lavoro".