REDAZIONE FIRENZE

La pizza made in Toscana sarà bio, un progetto che unisce tradizione e sostenibilità

Il progetto PizzAgricola da vita a una pizza di alta qualità che fa bene non solo a chi la mangia ma anche all’ambiente con ingredienti tutti tracciati e certificati

Questa pizza è altamente sostenibile e promuove un modello di economia circolare valorizzando quelli che sarebbero scarti della filiera olivicolo-olearia

Questa pizza è altamente sostenibile e promuove un modello di economia circolare valorizzando quelli che sarebbero scarti della filiera olivicolo-olearia

Firenze, 5 aprile 2025 – In Toscana la pizza è Bio grazie all’innovativo progetto PizzAgricola sostenuto dalla Regione Toscana, tramite i fondi del Programma di sviluppo rurale (PSR), che ha “sfornato” una pizza non solo salutare per chi la mangia ma anche per l’ambiente, di alta qualità.

Obiettivo di PizzAgricola è quello di creare una filiera regionale biologica e biodinamica per una pizza locale, ecologica, digeribile e salutare, rispettosa della terra da cui nascono gli ingredienti, che collega agricoltori e ristorazione secondo la normativa “Farm to Fork”, valorizzando scarti alimentari e ingredienti certificati. Tutti gli ingredienti saranno infatti tracciati e certificati tramite blockchain, il che offre ai consumatori la sicurezza di prodotti di alta qualità e rispettosi dell'ambiente.

Dunque il consumatore non solo può sapere precisamente da dove provengono gli ingredienti utilizzati nella preparazione della pizza e quali passaggi dal campo al piatto ci siano stati, ma anche conoscere informazioni legate alla sostenibilità e alle proprietà nutraceutiche della pizza che sta mangiando. Infatti, tra i dati tracciati, vi sono anche le analisi sulla materia prima effettuate dai ricercatori dell'Università di Firenze per valutare le proprietà antiossidanti.

Uno dei caratteri innovativi di questa pizza? La sansa di oliva. Da scarto della produzione dell'olio EVO, la sansa utilizzata per l'impasto della pizza, dopo un processo di micronizzazione, diventa un'importante fonte di polifenoli, composti con proprietà antiossidanti, antitumorali, antietà, antinfiammatorie, antibatteriche, antivirali. Valorizzando quelli che sarebbero scarti della filiera olivicolo-olearia, questa pizza è altamente sostenibile perché promuove un modello di economia circolare.

"Questo progetto - ha detto la vicepresidente e assessora all'agricoltura Stefania Saccardi - riesce a rendere protagonista la qualità su uno dei prodotti più amati e popolari, la pizza. E quando parliamo di qualità, elemento sul quale sappiamo quanto la Toscana investa, in questo caso ci riferiamo sia alla qualità dell'alimento sia a quella dell'ambiente: doppia valenza dunque, che pizzAgricola è riuscita a combinare. Ci auguriamo che esperienze di questo tipo possano moltiplicarsi così da toccare con mano i frutti che nascono dai fondi del Psr e dall'ingegno e le competenze di ricercatori, agricoltori, formatori e chef".

"Il progetto PizzAgricola - ha detto Gaia Citriniti, vicedirettore di Apab e responsabile del progetto che è infatti coordinato dall'Apab - è un'iniziativa che ha voluto innovare profondamente la filiera agroalimentare toscana, coniugando tradizione, sostenibilità e tecnologia. APAB ha avuto l'onore di coordinare questo progetto, che nasce con un obiettivo chiaro: creare una pizza toscana notarizzata, basata su ingredienti biologici e biodinamici locali, una filiera corta e un modello produttivo che valorizzi la qualità nutrizionale e il rispetto per l'ambiente".

Il progetto, che è stato presentato dalla vicepresidente e assessora all'agricoltura Stefania Saccardi e da Gaia Citriniti, vicedirettore di Apab e responsabile del progetto che è infatti coordinato dall'Apab, coinvolge partner di spicco, tra cui l'Università di Firenze (Dipartimento di Statistica, Informatica e Applicazioni), l'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, le aziende agricole Buonamici e Fattoria La Vialla, e la start-up Bioadhoc.

Il progetto prevederà inoltre eventi di degustazione, ai quali parteciperanno i produttori insieme agli avventori che potranno conoscersi tramite l’assaggio delle materie prime.