
Il presidente di Anm Toscana, Alessandro Ghelardini, nell’aula 32
Adesione altissima, a Firenze e in Toscana, per lo sciopero dei magistrati contro la separazione delle carriere. Forse addirittura da record, tanto da far dare al presidente della sezione Toscana dell’Anm, l’associazione che ha promosso l’agitazione, che "un’assemblea così partecipata non l’ho mai vista".
A Firenze hanno incrociato le braccia quasi tre quarti delle toghe (148 su 208). E tutte si sono date appuntamento all’aula 32, dove si sono susseguiti gli interventi di alcuni ospiti, tra cui la sindaca Sara Funaro, che ha espresso il proprio sostegno alla protesta, di docenti universitari (Simone Neri Serneri, Alessandro Simoni, Emilio Santoro e Tomaso Montanari) e del presidente dell’Associazione Stampa Sandro Bennucci.
"Penso che bisogna essere accanto ai magistrati in questa giornata. Quella che è la riforma che stanno mettendo in campo rischia di minare l’indipendenza e l’assetto che è stato costruito dai nostri padri costituenti. Noi abbiamo dei principi che sono quelli dell’indipendenza, della libertà, che sono fondamentali", ha detto Funaro.
Hanno aderito alla giornata di sciopero il presidente della corte d’appello, Alessandro Nencini, il procuratore generale Ettore Squillace Greco. Nell’aula 32 non si è invece visto il procuratore capo Filippo Spiezia, mentre erano presenti altri capi d’ufficio, come quello di Prato Luca Tescaroli o quello di Pistoia Tommaso Coletta.
Seduto tra le prime file, in veste di cittadino, anche l’ex procuratore Giuseppe Quattrocchi, oggi in pensione.
Surreale l’atmosfera giù alle aule, anche se qualche udienza si è celebrata, quella tenuta dai magistrati “non togati“.
"Mi scuso per l’attesa ed il disservizio ma le ragioni della protesta sono importanti per tutti", si leggeva su un testo appeso dalla giudice Angela Fantechi fuori dalla sua aula. "Non si tratta di una protesta per difendere i diritti della nostra categoria - ha spiegato ancora Ghelardini -. Se la riforma entrasse in vigore potrebbe essere pregiudicato quel monito fondamentale che è all’interno delle nostre aule, cioè che la legge è uguale per tutti. La perdita di valori quali indipendenza e imparzialità può rendere la giustizia meno uguale per tutti". Nel corso dell’iniziativa è arrivata la notizia che il governo è disposto a confrontarsi sulla riforma con i magistrati. "Colgo con estremo favore il messaggio di apertura del governo - ha aggiunto -, l’incontro era già previsto, il dato nuovo è la disponibilità al confronto. Noi auspichiamo che il governo faccia un passo indietro sulla separazione delle carriere perché allontana la figura dei pubblici ministeri dalla cultura della giurisdizione e alla fine produrrà un danno per i cittadini: avremo un pm che cercherà esclusivamente la condanna".
Stefano Brogioni