STEFANO BROGIONI
Cronaca

La protesta dell’Anm. La società civile sta con i magistrati

Adesione anche della rete “La via Maestra“ all’iniziativa di stamani (alle 11) all’aula 32 del palazzo di giustizia di Novoli.

La precedente protesta dell’Anm nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario

La precedente protesta dell’Anm nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario

FIRENZE

Alla manifestazione di Firenze, indetta dall’Associazione Nazionale Magistrati contro la separazione delle carriere, in programma oggi, parteciperanno anche i professori dell’università di Firenze Simone Neri Serneri, Alessandro Simoni ed Emilio Santoro e, dall’Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari.

L’appuntamento è alle 11 all’aula 32 del palazzo di giustizia di Novoli. All’iniziativa, la cui organizzazione è curata dalla giunta esecutiva della Toscana, aperta a tutti i cittadini, hanno dato adesione enti e associazioni della società civile.

Tra queste ‘La Via Maestra Toscana’, rete di organizzazioni e associazioni (Cgil, Acli, Ali, Arci, Cittadinanzattiva, Cnca, Coordinamento Democrazia Costituzionale, Legambiente, Libera) che "appoggia e sostiene le ragioni dello sciopero e delle mobilitazioni decise dall’Anm".

La riforma, viene evidenziato in una nota, "non risolve i problemi che affliggono la giustizia nel Paese, ma sovverte radicalmente l’assetto costituzionale dell’ordine giudiziario, mettendo seriamente a rischio il principio-cardine della separazione dei poteri".

In particolare, "la separazione delle carriere tra giudicanti e inquirenti, lo sdoppiamento del Csm, la costituzione di un’alta corte che dovrebbe giudicare l’operato di magistrati, non solo non risolveranno i problemi della giustizia italiana ma, anzi, aggraveranno la situazione odierna rendendo più debole la richiesta di eguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini e le cittadine".

Inoltre, "con la modifica delle prerogative del presidente della Repubblica, che attualmente presiede il Csm, saremmo di fronte all’ennesimo tentativo di stravolgimento dell’equilibrio tra i poteri, con gravi conseguenze per la tenuta e la qualità della nostra democrazia".