Firenze, 27 febbraio 2025 – Un secolo di storia da festeggiare in uno stadio Franchi ancora incerottato, tutt’altro che pronto. Mese dopo mese, l’ipotesi si sta trasformando in un rischio sempre più concreto. E anche l’auspicio di avere un Franchi a 35mila posti per agosto 2026 sembra destinata a dissolversi dopo le esternazioni di Alessandro Ferrari, direttore generale della Fiorentina: “Nel 2026 probabilmente avremo il centenario a Firenze in mezzo a un cantiere”. La stoccata – sferrata nell’ambito del convegno ’Cantù Arena e l’impatto delle infrastrutture nei territori’ – seppur al condizionale suona un po’ come una beffa per i tifosi viola che sognavano una festa in grande stile per celebrare la storia della Fiorentina.
Burocrazia e “balletti” della politica. Il direttore generale viola, sempre più braccio destro del patron Rocco Commisso, ripercorrendo le vicissitudini legate allo stadio, va dritto al cuore del problema. Ed evidenzia tutti i punti che in questi mesi hanno fatto irritare (e non poco) la Fiorentina: “Purtroppo sullo stadio ci siamo trovati in una situazione paradossale”, il primo affondo. E poi a ruota: “I balletti della politica non possono non aiutare determinate situazioni – rincara Ferrari –. Ci sono state le elezioni a giugno, la giunta precedente con i soldi del Pnrr ha voluto iniziare da subito i lavori allo stadio senza avere i fondi completi per poi portarli a termine”. Altra frase, altra stilettata: “C’è stato uno scarso coinvolgimento della Fiorentina su quello che è stato il progetto che ha vinto il concorso”. Poi il riepilogo delle ultime puntate, non senza altre frecciatine: “Oggi ci ritroviamo con l’attuale giunta, devo dire per fortuna in continuità con quella precedente, a rivedere tutti i passaggi che si potevano fare banalmente un anno e mezzo fa. Quindi stiamo rivedendo il progetto per capire se ci sono delle migliorie da fare”. Ferrari ribadisce poi l’impegno del patron Commisso in termini finanziari: “Dato che Il presidente non si tira mai indietro, stiamo cercando di dare ancora una volta una mano al Comune per trovare le modalità economiche per portare a termine questo progetto”.
Dal canto suo Palazzo Vecchio resta fiducioso. Le operazioni per le 136 palificazioni che dovranno sorreggere la fondazione della gradinata e della copertura della nuova curva sembrano un po’ in ritardo rispetto alla tabella di marcia. Ne mancherebbero una ventina, tuttavia Palazzo Vecchio riferisce di ritardi fisiologici. La colpa? Le bombe d’acqua che hanno tempestato la città nelle ultime settimane e il terreno molle che ha rallentato le operazioni. Una variabile imprevedibile che però non desta particolare preoccupazione. Si attende ora il nuovo cronoprogramma che si è reso necessario per far convivere il cantiere con le partite.
Se le questioni di campo non lasciano dormire sonni tranquilli ai tifosi viola, adesso a spegnere gli entusiasmi ci si mette anche la previsione di dover festeggiare un traguardo così atteso come il centenario in un Franchi ancora pesantemente in ostaggio dei cantieri. “Il Viola Park è l’esempio di una collaborazione strettissima tra il Comune di Bagno a Ripoli e Rocco Commisso – ha rimarcato il dg viola durante il convegno –. Tuttavia è complicato investire in infrastrutture sportive anche per una persona come Commisso che ha entusiasmo, volontà e un patrimonio economico”.