MICHELE BRANCALE
Cronaca

Le porte dorate della Santissima Annunziata oltre le polemiche

L'arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli, nella sua omelia alla basilica della Santissima Annunziata, ha chiesto a Maria il sostegno perché quelli che ascoltano possano "essere nel nostro mondo veri pellegrini di quella speranza che non delude né illude"

L'arcivescovo Gherardo Gambelli

L'arcivescovo Gherardo Gambelli

Firenze, 27 marzo 2025 - Festeggiare Maria nel giorno dell'Annunciazione e farne l'inizio dell'anno fiorentino è una tradizione che rimanda al senso profondo della sua vita e delle sue scelte, lei che vedeva in Dio colui che rovesciava i potenti dai loro troni, innalzava gli umili, rimandava a mani vuote i ricchi pieni di se stessi e ricolmava di bene gli affamati. Fa bene rileggere il Magnificat.

L'arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli, nella sua omelia alla basilica della Santissima Annunziata, ha chiesto a Maria il sostegno perché quelli che ascoltano possano "essere nel nostro mondo veri pellegrini di quella speranza che non delude né illude". E' l'anno del giubileo della speranza, che è un orientamento molto profondo del cuore, rivolto anche ai detenuti perché possano vivere diversamente. La bolla di indizione di Papa Francesco declina con accuratezza questo ed altri aspetti, ad esempio circa gli anziani e i migranti. Rileggiamo il passaggio destinato a questi ultimi: "Non potranno mancare segni di speranza nei riguardi dei migranti, che abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per sé stessi e per le loro famiglie. Le loro attese non siano vanificate da pregiudizi e chiusure; l’accoglienza, che spalanca le braccia ad ognuno secondo la sua dignità, si accompagni con la responsabilità, affinché a nessuno sia negato il diritto di costruire un futuro migliore. Ai tanti esuli, profughi e rifugiati, che le controverse vicende internazionali obbligano a fuggire per evitare guerre, violenze e discriminazioni, siano garantiti la sicurezza e l’accesso al lavoro e all’istruzione, strumenti necessari per il loro inserimento nel nuovo contesto sociale.

La comunità cristiana sia sempre pronta a difendere il diritto dei più deboli. Spalanchi con generosità le porte dell’accoglienza, perché a nessuno venga mai a mancare la speranza di una vita migliore. Risuoni nei cuori la Parola del Signore che, nella grande parabola del giudizio finale, ha detto: «Ero straniero e mi avete accolto», perché «tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me» (Mt 25,35.40)". I riferimenti e le indicazioni sono molto chiare e il gesto di dorare le porte della Santissima Annunziata con le coperte termiche li interpreta, sottolineando come la vita di ciascuno vale più dell'oro, vale agli occhi di Dio, come recita una canzone, "più del più grande dei tesori". "Sono le coperte d'emergenza - ha detto Gambelli - che spesso vediamo avvolte addosso a uomini, donne, e bambini salvati dai viaggi della speranza, ai senza fissa dimora che vivono in strada, agli sfollati, a chi in generale viene soccorso. Sono così simbolo di cura e attenzione, un abbraccio per chi soffre". Questo dovrebbe fare la politica e, forse, ci vorrebbe una moratoria su questi temi per sottrarli alla polemica, non farne espressione di continua emergenza e affrontarli per quello che sono, strutturalmente, con intelligenza, dedizione e senso di prospettiva. Saranno salvate, anche così, tante persone, come Maria che dovette migrare in Egitto con suo marito per salvare il piccolo Gesù. "Un canto clandestino sale dall'abisso" (Mimmo Sammartino).