
Angela Del Gobbo, scrittrice e illustratrice
di Lorenzo Ottanelli
FIRENZE
’La città dei giovani lettori’ arriva al termine e oggi chiude a Villa Bardini con una giornata all’insegna della letteratura per bambini e adolescenti. I cancelli si aprono alle 10,30 e l’ingresso è gratuito, ma è necessaria la prenotazione su www.lacittadeilettori.it. Una giornata curata dalla libreria Farollo e Falpalà e realizzata da Associazione Wimbledon con Fondazione Cr Firenze, con tanti laboratori e attività. Tra le proposte per gli adulti non manca un panel curato dall’esperta di libri per l’infanzia, Angela del Gobbo.
Del Gobbo, lei cura il panel ‘Belli, stupefacenti, diversi’. Di che si tratta?
"Parlerò degli ultimi albi illustrati che sono apparsi recentemente sul mercato. Un modo per presentare agli adulti l’importanza dei libri per bambini. Il libro, infatti, è un’occasione per crescere e condividere emozioni, che pone gli strumenti per capire il mondo. La lettura aiuta lo sviluppo cognitivo e affettivo, anche di relazione con gli adulti".
Perché è importante una guida degli albi illustrati?
"Alla Fiera di Bologna ho appena presentato la guida bibliografica di ‘Nati per leggere’. È necessaria una selezione perché il mercato editoriale è in forte crescita. Proporne una in base alla qualità, quindi, è fondamentale".
Lei fa parte di ‘Nati per leggere’. Cosa fa quest’associazione?
"Ha tre pilastri: i pediatri, i bibliotecari e il Centro della salute del bambino di Trieste. I primi che lo hanno ideato, Giancarlo Biasini e Igino Poggiali, hanno avuto un sogno: far arrivare i libri a tutti i bambini per favorire lo sviluppo e la crescita. L’obiettivo è formare la cultura della lettura condivisa".
E questo aiuta ad accrescere la cultura del libro anche negli adulti?
"I bambini devono essere abituati al libro e alla parola fin dalla nascita. Spesso i genitori che non sono abituati al libro, si avvicinano alla lettura proprio grazie a questi strumenti".
È importante l’inclusione nella letteratura per bambini?
"L’inclusività è automatica in una narrazione che funziona perché il lettore è interprete del libro. La narrazione è una fiction e per questo è capace di raccontare ciò che non è necessariamente realistico. Poi, si sta creando una letteratura interessante realizzata per chi ha necessità specifiche, come per esempio gli ipovedenti e i bambini con difficoltà cognitive e che permettono l’accesso al libro per chi finora ne era sprovvisto".