
Nel mirino dell’indagine i flussi 2023/2024
MONTECATINI TERME
Avrebbero approfittato del decreto flussi e del "click day" per favorire l’immigrazione irregolare sul territorio. Si possono riassumere così le accuse nei confronti di un commercialista fiorentino di 44 anni, M.B., e una donna di origini albanesi di 39, M.M., residente a Montecatini Terme. Nei loro confronti, la Dda di Firenze ha chiesto e ottenuto la misura cautelare in carcere. Secondo le accuse, emerse da un’indagine della squadra mobile di via Zara, con l’ausilio dell’ispettorato del lavoro, avrebbero gestito in modo illecito 37 pratiche del "click day", la procedura individuata dal governo per l’ingresso normato sul territorio italiano di cittadini stranieri finalizzati al loro impiego nel mondo del lavoro. Perquisite anche cinque aziende che avrebbero assunto i lavoratori.
Secondo una nota, diffusa dalla procura, a carico dei due indagati si sarebbero concretizzati "elementi di responsabilità nella gestione illecita di pratiche finalizzate a consentire a cittadini stranieri di ottenere la documentazione necessaria per fare ingresso sul territorio nazionale attraverso la cosiddetta procedura del click day".
Ad entrambi gi arrestati sono contestati provvisoriamente dal giudice, e a vario titolo, "l’aver compiuto atti diretti a procurare l’illegale ingresso nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari predisponendo documentazione attestante i presupposti legittimanti il rilascio del visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato previsto dal cosiddetto Decreto Flussi del Consiglio dei Ministri".
In particolare, agendo per conto di datori di lavoro, nell’ambito delle quote previste dal Decreto Flussi (periodo 2023- 2024), sarebbero state avanzate istanze di ingresso nel territorio dello Stato Italiano in favore di lavoratori "attestando falsamente l’indisponibilità, rilasciata dal Centro per l’impiego, della presenza sul territorio dello Stato di personale idoneo a svolgere le mansioni indicate nelle istanze di ingresso, mediante allegazione di una ricevuta di avvenuta consegna della richiesta avanzata al Centro, effettuata pochi giorni prima della data prevista per il click day".
Secondo le accuse, contenute nell’ordinanza firmata dal gip Fabio Gugliotta, il modo escogitato dai due avrebbe così reso impossibile la verifica per l’ente in ordine alla sussistenza del presupposto di legge funzionale ad ottenere il successivo visto di ingresso, senza comunque comunicare da parte del datore di lavoro l’esito della selezione effettuata fra i lavoratori segnalati dal suddetto Centro, così ottenendo fraudolentemente il rilascio del nulla osta, preliminare al rilascio del visto di ingresso. In alcuni casi, sempre secondo quanto ricostruito, sarebbe stato "attestato falsamente mediante asseverazione che la società del datore di lavoro risultava in possesso di valori reddituali e dichiarazioni fiscali idonee al rilascio del nulla osta al visto di ingresso per la successiva stipula del contratto di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, a fronte di una situazione economica e reddituale reale difforme, che in alcuni casi determinava la liquidazione della società stessa". Condotte che sarebbero "astrattamente idonee ad indurre in errore quanto al rilascio del nulla osta, il personale operante nella gestione dell’applicativo del Ministero dell’Interno per l’istruttoria delle pratiche relative alle quote previste dal cosiddetto Decreto Flussi".
ste. bro.