SANDRA NISTRI
Cronaca

L’ultimo saluto all’infermiere del 118: "Ciao Bruno, continua a proteggerci"

Centinaia di persone nella chiesa di Quinto. I messaggi di familiari e colleghi letti fra le lacrime

L’ultimo saluto all’infermiere del 118: "Ciao Bruno, continua a proteggerci"

Tantissime persone ieri a Quinto hanno partecipato ai funerali di Bruno Bianchini, 60 anni, infermiere del 118 morto in un incidente

È enorme la Chiesa di Santa Croce a Quinto, eppure non ha potuto accogliere tutte le persone che, ieri sono arrivate per dare l’ultimo saluto a Bruno Bianchini: in tanti così sono rimasti fuori o sono saliti al piano superiore per poter seguire la cerimonia. Tantissimi i colleghi del 118, molti dei quali con le divise e gli stendardi delle Misericordie e Pubbliche Assistenze, disposti vicino all’altare. Tutti uniti per consolare i familiari di Bianchini, morto improvvisamente dopo un turno di lavoro alla sede centrale del 118, a poche centinaia di metri da casa, a Pontassieve, per un incidente stradale. L’infermiere 60enne era originario di Sesto e qui vivono ancora la mamma e altri familiari, da qui la scelta di celebrare le esequie a Quinto: "Ho parlato diverse volte con la mamma di Bruno in questi giorni – ha detto il parroco Padre Lazzaro Kulandajrai – e mi ha detto di essere arrabbiata con Dio perché le ha tolto suo figlio e questo è un dolore che una madre non dovrebbe mai sopportare. Non sappiamo perché Bruno sia morto così all’improvviso, ma sappiamo che ha fatto tante cose buone nella sua vita, che si è speso per gli altri e sappiamo che per i giusti c’è una ricompensa. Ora sarà sicuramente con il suo babbo". Alla fine il ricordo che ha straziato tutti i partecipanti alla Messa è stato però quello dei familiari: "Da quando ho saputo che non ci sei più – ha detto la figlia Sara – penso a come potrò fare senza di te: tu c’eri sempre per me, c’eri sempre per proteggermi. E ora chi mi proteggerà, chi mi porterà all’altare?".

Parole accompagnate, alla fine, da un applauso senza fine come quelle pronunciate dalla compagna di Bruno: "Non so come faremo senza di te – ha raccontato – siamo stati insieme tanti anni con amore e insieme abbiamo avuto il nostro Riccardino. Io ti chiedo di continuare a proteggerci, non so come faremo. Tu eri tanto amato e apprezzato e lo dimostrano i messaggi pubblicati sui social, le telefonate e i messaggi che abbiamo ricevuto in questi giorni. Ti amo per sempre". Toccante poi una lettera scritta a nome di tutti i ’centodiciottisti’ e letta da un collega: "Oltre al lavoro – ha detto – la tua grande passione era la boxe, eri istruttore di boxe e il destino purtroppo ti ha dato un uno-due definitivo mentre a noi ha assestato un colpo da ricordare per sempre. Ti vogliamo immaginare ancora mentre esci dall’angolo con le braccia alzate in segno di vittoria. Ci mancherai".