
La presentazione della maxidonazione di Maria Manetti Shrem
Prima le chiavi della città di Firenze, oggi il Pegaso della Regione Toscana per la cultura. Il motivo è semplice: Maria Manetti Shrem merita questi riconoscimenti perché è molto più di una mecenate per Firenze, è donna che ama la cultura in tutte le sue forme e non manca mai di riconoscerlo. Stavolta Manetti Shrem, a cui già è stato intitolato il foyer di platea del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, ha deciso di sostenere l’attività dell’Accademia del Maggio con un aiuto economico di ben 800.000 dollari.
"È la prima volta che un privato dona una cifra del genere al Maggio", ha tenuto a precisare il sovrintendente del Teatro, Carlo Fuortes. Un sostegno per i giovani, per dar vita allo Young Artist Program (Yap), la scuola di alta formazione per cantanti lirici: lo Yap prenderà il nome Maria Manetti Shrem Emerging Artist Program, diventando a tutti gli effetti uno dei progetti internazionali di maggior prestigio dell’Accademia. Il programma consiste in una residenza artistica biennale offerta a giovani cantanti lirici e pianisti, accuratamente selezionati tra i migliori talenti al mondo attraverso dei bandi internazionali. A Manetti è stata quindi intitolata una grande sala prove al secondo piano del teatro, sala destinata principalmente all’attività didattica e di prove per i giovani dell’Accademia.
"Mi sono innamorata dell’opera proprio al Teatro del Maggio a Firenze quando ero un’adolescente – ha affermato Manetti Shrem –. Per me l’incontro con l’opera è stata una folgorazione; un amore a prima vista che non ho mai più scordato. Sono felicissima di poter sostenere e nominare il programma accademico degli artisti emergenti all’Accademia del Maggio con l’intento di attrarre i migliori talenti al mondo, e di conseguenza portare il nome del Maggio all’estero. L’opera è nata a Firenze alla fine del 500. Cinquecento anni dopo, il Teatro del Maggio può contribuire a questa eredità, formando grandi talenti per la scena mondiale dell’opera". Fuortes ha spiegato che "Manetti Shrem non è solo una mecenate, ma una vera visionaria, una donna che sta dedicando la sua vita al sostegno dell’arte, della cultura e dell’educazione", per il presidente dell’Accademia del Maggio Mario Curia tale sostegno è anche "un segno di fiducia nel talento". Perché Manetti Shrem da sempre crede nei giovani. Con le parole e con i fatti, come ricordato più volte sia dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che dalla sindaca di Firenze Sara Funaro.
Niccolò Gramigni