
I fatti si riferiscono al periodo del Covid, per lui scattarono anche i domiciliari
Sei anni di condanna per il medico di medico di medicina generale fiorentino, Stefano Soldani. L’uomo era accusato di aver somministrato falsi vaccini anti Covid ai suoi pazienti, a loro insaputa e contro la loro volontà. In più occasioni avrebbe anche rilasciato delle false attestazioni di vaccinazione per consentire alle persone di ottenere il Green Pass senza somministrazione. Furono indagati in concorso anche altri 35 soggetti a vario titolo e residenti soprattutto nell’area fiorentina. I reati contestati al dottore – difeso dagli avvocati Luca Bisori e Gianni Lopez – sono quelli di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti e documenti informatici pubblici, oltre che di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, rifiuto d’atti d’ufficio, violenza privata. Per Soldani nel 2022 scattarono anche i domiciliari.
Il pm aveva chiesto quattro anni, ma ieri la giudice Angela Fantechi ha deciso per una pena più severa. L’uomo è stato assolto dall’accusa di ’corruzione sessuale’. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nas, Soldani avrebbe inoculato, a circa 500 persone, almeno 700 falsi vaccini anti-Covid per ottenere il Green Pass. In alcuni casi i carabinieri hanno accertato che è stato falsato l’intero ciclo vaccinale. L’indagine è partita da un collega di Soldani accortosi, controllando il registro informatico che raccoglie i dati dei vaccinati, che la segretaria del collega avesse ricevuto il vaccino di domenica. Cosa alquanto strana visto il giorno di inattività. Questo ha spinto i carabinieri a installare delle telecamere nello studio di via Pistoiese e, attraverso di esse, documentare almeno 35 casi di falsa somministrazione di vaccino. Nell’interrogatorio, fornito il 22 marzo, ha spiegato le dinamiche e dettagli di come avvenivano le false vaccinazioni.
Inoltre sette pazienti, che si erano recati dal medico perché volevano essere immunizzati dal Covid, senza che lo sapessero hanno ricevuto una sostanza diversa al posto del siero Pfizer. Rimanendo quindi all’oscuro all’oscuro di tutto e credendo di essere stati protetti dal virus. In alcuni momenti sarebbero state utilizzate anche delle siringhe già adoperate in precedenza.
P.m.