Pietro Mecarozzi
Cronaca

‘Monaco’ condannato a 6 anni. Falsi investimenti per milioni di euro

“Sparita l’eredità di un’anziana”. Il broker, Massimiliano Muzzi, accusato di abusivismo finanziario e autoriciclaggio. Ora vive in Mugello. Dovrà risarcire le vittime, tra cui un 84enne che ha ’perso’ 4,5 milioni. La difesa: “Parlerò dopo la Cassazione”

L’inchiesta su Muzzi parte nel 2014, poi nel 2018 la Guardia di Finanza gli sequestra 72 milioni di euro e per lui scatta l’arresto

L’inchiesta su Muzzi parte nel 2014, poi nel 2018 la Guardia di Finanza gli sequestra 72 milioni di euro e per lui scatta l’arresto

Firenze, 2 aprile 2025 – Il passato di Massimiliano Muzzi lo ha seguito fin lassù. Fino all’eremo mimetizzato tra le verdi curve del Mugello. Anche se all’abbazia di Montecuccoli, a pochi chilometri da Barberino di Mugello, Muzzi è conosciuto con il nome di padre Massimo, incardinato con la Chiesa d’Oriente, una comunità “di monaci e laici che cercano Dio attraverso il Vangelo, la meditazione e la contemplazione Yeshua”, si legge sul sito. La vita di Muzzi, stando agli atti d’inchiesta e a quanto lui stesso scrive sul web, è la trama di un film. Anzi, di una trilogia che segue i gradi di giudizio. Il primo atto si è concluso qualche settimana fa, al termine del rito immediato: sei anni di reclusione la condanna, con l’accusa di impiego di denaro proveniente da attività illecita ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Trader, businessman londinese, barone scozzese, musicista (da alcuni in passato chiamato ’Organista del Vaticano’ o di Ratzinger), monaco, vescovo ortodosso. Muzzi è un uomo dai mille volti. O almeno così si definisce. E in ventidue anni, dal riconoscimento ottenuto nel 2003 come uno dei più grandi “concertisti contemporanei”, alla recente condanna, si è consumata la sua caduta.

Muzzi era finito a processo con l’accusa di aver costituito e poi partecipato a un’articolata associazione finalizzata alla truffa e all’autoriciclaggio. Alcuni reati inizialmente contestati - come quello di associazione a delinquere, truffa e ostacolo all’esercizio delle funzioni dell’autorità di vigilanza - sono però finiti in prescrizione.

Il 53enne romano avrebbe proposto investimenti fasulli, raggirando 14 clienti per decine di milioni di euro e poi avrebbe utilizzato le somme accumulate per mettere su una serie di attività imprenditoriali tra l’Umbria e la Toscana, ricorrendo anche a conti aperti nelle Isole Mauritius. Tra le vittime anche una casalinga di 84 anni che, dopo aver ricevuto da Muzzi tanti regali, avrebbe elargito all’uomo 4,5 milioni di euro.

Nel 2014 l’inizio della fine: con un’ispezione svolta dalla Consob e dalla guardia di finanza, finirono nel mirino alcuni promotori finanziari che offrivano investimenti gestiti dalla Lux Finance Ltd, riconducibile a Muzzi. Nel 2018 venne poi raggiunto da un mandato d’arresto e un un sequestro preventivo di 72 milioni di euro.

Oggi i giudici hanno invece ordinato la confisca dei beni e delle somme di denaro in suo possesso, per un valore superiore ai 12 milioni di euro. Dovrà anche risarcire le persone coinvolte per un totale che supera i 6 milioni.

Il religioso ha risposto alle nostre domande con un: “Ci sentiamo dopo la Cassazione se qualcuno ricorre”. Sul suo sito fa comunque sapere che adesso “vive in povertà con i suoi animali e nella piena esperienza di Dio”.